Roberto Nicastro, ex presidente delle quattro good bank

Ex Carichieti, Nicastro: il dissesto era ampiamente conclamato

L'audizione in Commissione d'inchiesta dell'ex presidente delle good bank: la Cassa di risparmio teatina rappresentava il quarto problema

ROMA. Carichieti e le altre tre banche poste in risoluzione mostravano «situazioni numeriche di dissesto ampiamente conclamato». Lo ha detto Roberto Nicastro, ex presidente delle good bank di Banca Etruria, Banca Marche, Carichierti e Cariferrara, in commissione di inchiesta sulle banche. Nicastro ha ricordato ad esempio che «Cariferrara aveva oltre 2 mld di crediti deteriorati su impieghi complessivi ante risoluzione di 3,7 mld, cioè quasi il 60% di incidenza».

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Nel corso dell'audizione, più volte secretata dal presidente Casini, l'ex presidente ha affermato che il costo per i ristori da parte dei piccoli risparmiatori retail delle 4 banche in risoluzione, inizialmente quantificato in 400 milioni di euro, «alla fine sarà auspicabilmente molto inferiore». E ha sottolineato che «il fondo interbancario ha corrisposto finora una cifra intorno ai 170 milioni e il percorso non è ancora completato. Al fondo gestito dall'Anac che si occupa delle richieste che passano attravero l'arbitrato sono arrivate richieste per 80 milioni. Il mondo del piccolo retail è partito con un costo complessivo di 400 milioni: questo costo alla fine sarà auspicabilmente molto inferiore». Nicastro ha quindi precisato che «Banca Marche rappresentava il problema principale, Carife era il problema principale dal punto di vista relativo, per essere piccola era infatti quella con maggiori problemi, terzo era Banca Etruria e quarta la Cassa di risparmio di Chieti».

Protesta dei creditori delle 4 ex banche

Nicastro ha osservato quindi che «non credo ci siano dubbi sul grado di dissesto» A suo parere mentre in passato se si realizzavano dissesti era piu facile vedere intervenire altre banche nel salvataggio, in questo caso gli stessi commissariamenti sono rimasti per molto tempo senza nessuno che si facesse avanti perché un pò tutte le banche avevano difficoltà. «Bisogna anche ricordare - ha aggiunto -che un elemento comune alle 4 banche era la significativa presenza di crediti fuori territorio: sul portafoglio dei crediti trasferiti alla bad bank il 30% era relativo a prenditori al di fuori delle province chiave». L'ex presidente ha ricordato come le 4 banche nel novembre 2015 fossero «in una situazione catastrofica frutto di dissennate politiche di credito e occultamento nei bilanci delle perdite. E i commissari avevano potuto fare ben poco, vista la situazione e la rigidità delle norme». Per questo «qualcosa andava fatto sia per l'arrivo del bail-in che per la fuga di depositi che accelerò per poi fermarsi lasciando un passivo di 1 miliardo di euro». Nicastro ha difeso la procedura di vendita a Ubi e Bper per 1 euro che in realtà comprende anche una dote di capitale e garanzie: «Prima di loro erano arrivate le offerte di due fondi nominalmente positive ma che in realtà accollavano all'Autorità di risoluzione garanzie per vari miliardi».