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9 febbraio

Oggi, ma nel 2009, a Udine, nella resistenza assistenziale La quiete, Eluana Englaro veniva dichiarata morta per arresto cardiaco dovuto a disidratazione. Era stata trasferita da Lecco il 3 febbraio precedente proprio per la procedura di fine vita attraverso l'interruzione dell'idratazione e dell'alimentazione artificiali. Era in stato di coma vegetativo dal 18 gennaio 1992 quando, di ritorno nella sua Lecco da una festa a Pescate, aveva avuto un incidente stradale. Aveva 21 anni ed era una studentessa di lingue all'università di Milano. Il padre Beppino (nella foto accanto al ritratto della figlia), facendo leva sulla pregressa volontà della figlia, fin dal 1999, aveva avviato un procedimento giudiziario per ottenere l'interruzione dell'alimentazione indotta, arrivato fino alla Cassazione (puntando anche sul rispetto dell'articolo 32 della Costituzione) e che poi, attraverso la Corte d'appello di Milano, il 9 luglio 2008 aveva concesso il via libera. Durante tutto il decennio, dal 1999 al 2009, il caso Englaro era diventato di grande interesse mediatico e politico (non solo con il coinvolgimento dei Radicali), anche internazionale. Nel 2012, in occasione della Mostra internazionale del cinema di Venezia numero 69, verrà presentato il film "La bella addormentata" del regista Marco Bellocchio: ispirato proprio agli ultimi giorni dell'esistenza della Englaro.