Anziani maltrattati, processo in Assise

A giudizio titolare dell’ospizio, la figlia e un medico. Per l’accusa le lesioni causate portarono alla morte di due ospiti

LANCIANO. La vicenda dei presunti maltrattamenti nella casa dell’anziano a Santa Giusta approda in Corte d’assise. Il Gup, Massimo Canosa, ha infatti deciso per il rinvio a giudizio e fissato la data del processo al 15 gennaio 2015, di Eva Bucciarelli, 41 anni, di Atessa, legale rappresentante della casa di riposo, della figlia Arianna Di Tommaso, 21 anni, impiegata della struttura, e del medico curante che andava nella casa, Ciro Gnagnarella, 53 anni, di Lanciano. Devono rispondere di concorso in maltrattamenti aggravati da lesioni gravi e dalla morte di due anziani: un’accusa pesante, che prevede, in caso di condanna, dai 12 ai 24 anni di carcere quella dalla quale i tre imputati dovranno difendersi. Gli avvocati difensori sono Alessandro Troilo e Giovanni Cerella per la Bucciarelli e la Di Tommaso e Alberto Paone e Donato Di Campli per Gnagnarella.

In udienza Troilo e Cerella oltre a chiedere il proscioglimento delle assistite - che finirono per circa due mesi agli arresti - hanno chiesto una perizia collegiale: le due perizie fatte, quella della Procura - che per i legali non ha evidenza scientifica in quanto si fonda anche sulle dichiarazioni dei famigliari - e quella di parte hanno reso responsi opposti. Inoltre c’è la vicenda delle intercettazioni da chiarire visto che sono rimaste solo quelle audio: i video sono spariti. Paone ha sostenuto il proscioglimento di Gnagnarella che non era medico della struttura.

Per l’accusa, sostenuta dal sostituto procuratore Rosaria Vecchi, le cose stanno diversamente: i tre avrebbero maltrattato gli anziani. «La Bucciarelli e la Di Tommaso li sottoponevano a continui maltrattamenti fisici e psichici percuotendoli e sgridandoli ripetutamente, omettendo loro di fornire adeguata assistenza medica, costringendoli a dormire su giacigli di fortuna, svegliandoli all’alba, scaraventandoli sotto la doccia per essere pronti per eventuali ispezioni». E ancora: «Tenendoli per l’intera giornata seduti sulle sedie, talvolta legandoli per evitare che cadessero, alimentandoli con cibi scarsi e scadenti, somministrando loro farmaci senza prescrizione medica, omettendo di sottoporli a visite mediche in occasione di malattie contagiose, cambiando loro i pannoloni di rado e usando per tutti gli stessi attrezzi per l’igiene personale. Gnagnarella ometteva di prestare l’assistenza medica, ritardando il ricovero o la visita di specialisti, limitandosi a controlli sporadici che si concludevano con farmaci impartiti telefonicamente alla Bucciarelli».

Per tutti c’è l’aggravante di aver causato la morte di D.C. e di A.D.C. e lesioni personali gravi a nove anziani. Tre quelli che si sono costituiti parte civile.

Teresa Di Rocco

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