l'inchiesta

Chieti, «Soldi dalle case farmaceutiche»: indagati per corruzione 12 medici

Il pm accusa primari molto noti e pediatri di mezzo Abruzzo insieme a sette informatori scientifici. In cambio di regali avrebbero prescritto vitamine e latte in polvere favorendo quattro marche

CHIETI. Un medico si corrompe anche con un cellullare da 300 euro. Lo scrive il magistrato di Chieti che ha chiuso l’inchiesta mettendo sott’accusa 12 medici di mezzo Abruzzo, tra cui un primario e tre ex primari, e sette informatori scientifici. Il pm Lucia Anna Campo, sulla base delle indagini del Nas, ha ipotizzato per tutti il reato di corruzione: presunte tangenti in cambio della prescrizione di vitamine o latte in polvere di quattro aziende di farmaci per neonati. Io, informatore medico, ti regalo il cellulare nuovo, ti finanzio il convegno oppure la tua Onlus, e tu, pediatra, prescrivi ai tuoi piccoli pazienti i miei prodotti. E’ la sintesi dell’accusa. Ma è anche la “scoperta dell’acqua calda”, cioè è un metodo così diffuso da non immaginarne le conseguenze penali. Anche se è difficile pensare che un luminare della medicina possa rovinarsi l’immagine, costruita in quarant’anni di professione, per un I-Pad, la promessa di una cena, o l’acquisto di 500 copie di un libro fresco di stampa.

In totale gli indagati sono 19, ciascuno dei quali, dopo aver ricevuto dalla procura di Chieti l’avviso di conclusione delle indagini, può farsi interrogare o presentare prove, testimoni o memorie a discarico, ed evitare la richiesta di rinvio a giudizio. Per ora, quindi, riportiamo i nomi e le imputazione. Precisando che nessuna della accuse stata provata.

La lista degli indagati comincia con Giuseppe Sabatino, 66 anni di Chieti, ex primario di Neonatologia, che avrebbe ottenuto soldi (10mila euro) sotto forma d’acquisto di 500 copie del suo libro “Come amare un bambino” da rappresentanti della Dicofarm in cambio della prescrizione ai pazienti di vitamine Dikovit. I coindagati sono Marco D’Errico, 46 anni di Roma, Luigi Leccese, 49 anni di Pescara, e Gabriele Bellia, 52 anni di San Vittore Olona. Sempre il prof Sabatino avrebbe ricevuto circa 28 mila euro, frazionati e sotto forma di finanziamento per la stampa dell’altro suo libro “La madre e il bambino”, e di tre congressi medici sulla Neonatologia, dal rappresentante Antonio De Panfilis, 54 anni di Pescara, al fine di prescrivere latte Mellin. E ancora 15mila euro da Gaetano Capobianco, 58 anni di Napoli e Michele Nikpali, 51 anni di San Benedetto del Tronto, della Sooft Italia spa per prescrivere Lutein Latte. E e infine 7mila euro da Sergio Di Felice, 56 anni di Pescara, della Humana spa.

L’elenco prosegue con Valerio Flacco, 68 anni, ex primario di Pediatria al Renzetti di Lanciano, che avrebbe ricevuto un I-Phone da 850 euro e la promessa di pagamento di una cena da parte degli informatori Dicofarm, indagati in corcorso anche con: Mario Di Pietro, 62 anni di Bellante, primario al San Liberatore di Atri (per 5mila euro come donazione alla sua Onlus “Crescere”); Gaetano Silvestre, 68 anni, già primario di Neonatologia a Pescara (1.300 di finanziamento a un convegnoi); Rosa Persio, 64 anni, pediatra all’Aquila (un notebook Sony da 750 euro); Roberto Ciccocelli, 62 anni, medico a Giulianova (un cellulare Nokia da 480 euro); Luigia Caprio, 64 anni, medico a Pineto (un Apple Mac Book da 2.140 euro); Antonio Gargasole, 63 anni di Brindisi (un I Pad da 700 euro); Maria Bambina Primavera, 59 anni, medico a Castel Frentano (beni del valore di 380 euro); Vincenzo D’Onofrio, 55 anni di Chieti (beni del valore di 499 euro); Giovanni Battista Castiglione, 59 anni di Penne (beni per 399 euro). E Giuseppina Brandimarte, 65 anni, pediatra di Pescara, per il pagamento dell’hotel a Pizzo Calabro al marito e al figlio. Lo dice il pm.