I 4 arrestati non rispondono I legali: andremo al riesame

L’avvocato di Marrolli «Comunque il mio cliente è innocente».

CHIETI. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i quattro dei sette arrestati nella operazione «Oriente», per sfruttamento della manodopera clandestina e della prostituzione. I difensori non hanno ritenuto che i loro clienti dovessero rispondere per precisa scelta processuale.
«Non sappiamo da cosa difenderci» ha detto l’avvocato Luca Paolucci, che assiste Maurizio Di Sante Marolli, 55 anni, residente a Francavilla, presidente dell’ordine dei consulenti del lavoro della provincia di Chieti, agli arresti domiciliari, accusato solo di concorso in sfruttamento dell’immigrazione clandestina. Ai difensori infatti è stata notificata, lunedì mattina, il giorno dopo gli arresti, solo l’ordinanza di custodia cautelare ed essendo molti fascicoli non hanno avuto modo di prendere visione dei risultati della voluminosa inchiesta. L’avvocato Paolucci si sente inoltre di asserire che comunque il commercialista Marrolli è del tutto estraneo ai fatti.

«I fascioli sono numerosi e non abbiamo avuto il tempo di capire di cosa ci si accusa», dice l’avvocato Carlo Flacco, di Ortona che assiste Angelo Finizio, 45 anni, commerciante di materiali edili di Ortona e Regalino De Vincentiis, 35, di Ortona, di professione grafico. I due sono accusati prevalentemente di sfruttamento della prostituzione. Con la collaborazione di un’agenzia immobiliare di Francavilla riuscivano ad affittare alcuni appartamenti nella cittadina adriatica a prostitute e transessuali nordafricani e sudamericani. Abitazioni, di proprietari ignari del giro, dove questi ricevano i clienti per incontri sessuali. Per questo, secondo gli investigatori della squadra mobile, Finizio e De Vicentiis con la complicità di Giovanna Forchetti, una pensionata di 60 anni, di Ortona, residente a Fara Filiorum Petri, (che è stata interrogata martedì), chiedevano agli affittuari 70, 100 euro al giorno.

Entrambi i difensori comunque stanno studiando la possibilità di appellarsi al tribunale del riesame per la scarcerazione dei loro clienti. Nei prossimi giorni saranno ascoltati dal pm. Tra i comparsi ieri davanti al Gip nel contesto dell’interrogatorio di garanzia anche Francesco Leccese, pensionato di 68 anni di Chieti, assistito dall’avvocato Ivan Notarisfefano. Tutti gli arrestati per ora restano in carcere.