Indagini di guardia di finanza e carabinieri

CHIETI

Il pm Testa: "Banda di affaristi all'Unidav". Cinque arresti e 18 indagati /VIDEO

Eseguiti sequestri per 800mila euro con 22 perquisizioni, le accuse: peculato, riciclaggio, auto-riciclaggio, abuso d'ufficio. I nomi degli arrestati

CHIETI. Usavano come un bancomat le casse dell'Unidav, l'università telematica della Gabriele d'Annunzio che ha sede a Torrevecchia Teatina. "Una banda di affaristi", così l'ha definita il procuratore capo di Chieti, Francesco Testa, "che per oltre due anni ha depredato senza ritegno i fondi dell'università, allo scopo di creare nuovi enti e società in Italia e all'estero: vere proprie scatole cinesi create per accaparrarsi risorse pubbliche e fondi comunitari che avrebbero dovuto essere invece destinate alle attività di istruzione e formazione. In un caso", prosegue Testa, "abbiamo accertato la distrazione di fondi per pagare i creditori di una società maltese che faceva da drenante di denaro".

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Frodi all'Unidav: cinque arresti e 18 indagati
Eseguite le ordinanze di custodia nell'ambito dell'inchiesta della procura di Chieti denominata operazione Minerva sull'ateneo telematico

LE ORDINANZE DI CUSTODIA. Cinque le persone arrestate, delle quali tre sono in carcere. Si tratta di Lorenzina Zampedri, 65 anni, originaria di Racconigi (Cuneo); Antonio Trifone, 46 anni, originario di Avellino, residente a Caltanissetta, domiciliato in Svizzera; Ciro Barbato, 69 anni, di Napoli, residente in Romania. Due ai domiciliari: Antonio Cilli, 55 anni di Città Sant'Angelo, e Luigi Salesi, 66, di Roma.

DICIOTTO INDAGATI E SEQUESTRI. Le ordinanze di custodia sono scattate nell'ambito di una vasta indagine nella quale risultano indagate diciotto persone italiane: 16 residenti in Abruzzo, Toscana, Emilia-Romagna, Lazio e Campania; due in Svizzera e Romania. Carabinieri e finanzieri, contestualmente alle esecuzioni delle misure cautelari, da questa mattina, stanno procedendo al sequestro preventivo di beni mobili e immobili oltre a conti correnti bancari per un valore di oltre ottocentomila euro sia in Italia che in Svizzera, in Slovacchia e a Malta.

LE PERQUISIZIONI. Gli inquirenti hanno accertato frodi, appropriazione e falsificazione di documenti su larga scala: l'unico obiettivo era depredare le casse dell'Unidav. Un flusso di denaro che veniva utilizzato, a vari fini, per costituire società, pagare fatture a scopo personale e per gestire aziende di persone collegate al consiglio d'amministrazione. Sono tuttora in corso 22 perquisizioni e, a breve, si procederà a informare il ministero dell'Istruzione circa i risultati delle indagini. Le persone arrestate e indagate, tutte coinvolte per aver prestato la propria opera nella gestione dell'università telematica, sono accusate, a vario titolo, di peculato, riciclaggio, auto-riciclaggio e abuso d’ufficio. Nel corso delle attività d'indagine, è stato contestato anche un abuso in atti d'ufficio per la nomina a professore universitario a contratto di Antonio Cilli.

Carabinieri e finanza impegnati nella operazione Minerva

GLI INQUIRENTI. Le indagini sono scattate dopo alcune segnalazioni, sulla base di analisi dei documenti di governance dell'università e dei flussi finanziari: grande collaborazione all'attività giudiziaria coordinata è attivata dal colonnello dei carabinieri Florimondo Forleo e dal colonnello della guardia di finanza Serafino Fiore. "Nell'ambito della cooperazione internazionale" spiega il procuratore Testa "c'è stata una grande sinergia: abbiamo richiesto e ottenuto con sollecitudine collaborazione sia nell'esecuzione di ordini di indagini europee che di tradizionali rogatorie anche da paesi che non fanno parte dell'Ue, e mi riferisco in particolare a Slovacchia, Svizzera, a Malta e alla Romania. Resta ancora da chiarire l'origine dei fondi provenienti dalla Slovacchia ed erogati dalla comunità europea così come sono da approfondire gli aspetti relativi all'aggiudicazione del bando di concorso.

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