La famiglia Sabatino: i figli Alessandro e Francesca, mamma Teresa e papà Gabriele. Nel tondo, Daniela (foto Daccò)

CASTELGUIDONE / PAESE SOTTO CHOC

Muore in piazza il papà della campionessa 

Gabriele Sabatino, 63 anni, aveva sentito da poco al telefono la figlia Daniela, bomber della nazionale di calcio femminile

CASTELGUIDONE. «Vado qualche giorno in vacanza poi torno da voi». Sono le ultime parole che Daniela Sabatino, la bomber della nazionale azzurra e del Milan, ha detto al papà Gabriele. Ma Daniela non ha fatto in tempo ad andare in vacanza. Un destino beffardo e crudele le ha portato via il papà. Gabriele Sabatino, 63 anni, è morto ieri, poche ore dopo quella telefonata stroncato da un infarto nella piazza del suo paese, a poca distanza dalla sua casa. L’uomo si è accasciato all’improvviso e non ha più ripreso conoscenza. Inutili i tentativi di rianimazione. Daniela è stata subito avvertita, ha annullato la vacanza ed è partita per raggiungere prima possibile il suo paese.

Gabriele Sabatino, a destra, con il tricolore prima di una partita della figlia

Castelguidone stava preparando per lei grandi festeggiamenti e invece tutta la comunità è stordita e annichilita dal dolore. «Siamo passati dalla gioia immensa ad un dolore inaspettato e altrettanto grande», dice senza riuscire a nascondere la propria commozione, don Alberto Conti, il parroco del paese che per permettere ai parrocchiani di assistere al debutto di Daniela in Nazionale ai Mondiali di Francia, qualche settimana fa, ha fatto slittare di qualche ora la processione del patrono, San Vito. Don Alberto è molto legato alla famiglia Sabatino, è stato accanto a loro nei momenti di gioia e ora è accanto a loro nel dolore. «Gabriele non era un semplice parrocchiano», dice il sacerdote. «Gabriele era una persona buona e devota. Ogni domenica mattina era il primo a venire alle 9 a messa. È sempre stato tanto generoso e disponibile con gli altri. A Castelguidone tutti gli volevano bene e vogliono bene alla sua famiglia, la moglie Teresa e i figli, Daniela, Alessandro e Francesca».
Quando ieri Gabriele Sabatino si è sentito male, la moglie era al lavoro e la figlia Francesca al mare. Le due donne sono state avvisate con tatto della disgrazia. Straziante il loro arrivo a casa. La notizia del malore letale di Gabriele Sabatino, ex operatore scolastico a San Salvo e lo scorso anno a Roccaspinalveti, ha fatto rapidamente il giro del paese e del Vastese. Il sindaco, Donato Sabatino, non è riuscito a trattenere le lacrime ricordando la gioia di Gabriele nel vedere la figlia al Quirinale ricevuta dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Probabilmente», dice una dipendente comunale, «la figlia Daniela è stata il suo ultimo pensiero. Era andato in Francia per applaudirla e vederla con il presidente Mattarella lo aveva riempito d’orgoglio. Ci ripeteva: “Ancora non ci credo”. È morto felice».
Daniela è arrivata a casa nel pomeriggio. Oggi per il paese è il giorno del dolore. Alle 18 sarà celebrata la messa funebre nella chiesa di Santa Maria della Stella ed è annunciata la presenza di qualche calciatrice del Milan e della Nazionale. Centinaia le persone che ieri hanno reso omaggio alla salma nella camera ardente allestita nella sua casa in via Crocelle. Fra loro anche l’ex consigliere regionale Paolo Palomba. «Gabriele era un grande amico», dice Palomba. «Era fiero e orgoglioso della sua Daniela. È stato un grande padre che ha cresciuto tre figli con amore riuscendo a legarli da grande affetto. Non c’era giorno che Daniela non telefonasse a casa».
La notizia della morte di Gabriele Sabatino è arrivata anche in Giappone dove un caro amico di famiglia gestisce un ristorante. Tutti hanno avuto la stessa reazione: incredulità davanti a una disgrazia così inaspettata. «Non è giusto», hanno detto gli amici del figlio Alessandro. «Solo la fede può aiutarci a superare questo momento», dice don Alberto. «Non possiamo darci una risposta se non appoggiandoci alla fede. Dio accarezza i suoi figli prediletti e li prende con sé e accanto a sé come una madre amorosa».

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