Si dichiarava malato ma andava a suonare Docente assenteista condannato a Chieti

Un anno al chitarrista Di Fulvio accusato di truffa. Assolti la moglie e due medici di Pescara

CHIETI. Avrebbe disertato le lezioni per malattia ma per l’accusa il chitarrista e docente di musica Maurizio Di Fulvio non era a riposo a casa ma avrebbe presentato alcuni certificati medici per andare a suonare in Italia e all’estero.

E’ per truffa che il docente di chitarra della scuola media con sezione musicale Chiarini-De Lollis di Chieti è stato condannato a un anno nella sentenza del giudice monocratico Patrizia Medica di Chieti che se da un lato ha condannato il musicista – pena sospesa – dall’altro ha assolto per non aver commesso il fatto altri tre pescaresi: la moglie del chitarrista Anna Maria Zicola difesa dall’avvocato Marco Femminella, il medico della Asl addetto alle visite fiscali Maria Teresa Viscio ne difesa dall’avvocato Italo Longo e il medico curante Giuseppe Capone difeso dal legale Carmine Ciofani.

La vicenda, le cui indagini sono state condotte dalla polizia giudiziaria della procura di Chieti coordinata dal maresciallo Bruno D’Antonio, risale agli anni 2006 e 2007 ed è partita dalla preside della scuola media Chiarini in seguito alla segnalazione di un’insegnante su un presunto assenteismo di Di Fulvio.

In particolare, l’accusa rappresentata dal pm Rosangela Di Stefano si è focalizzata su tre episodi: 12 giorni nel settembre 2006, tre giorni nell’aprile 2007 e altri quattro nel maggio 2007.

Per la procura Di Fulvio, nato a Chieti, residente a Pescara e difeso dall’avvocato Ugo Di Silvestre, avrebbe presentato «più certificati medici attestanti la necessità di riposo inducendo in errore la scuola e il ministero della Finanze che gli ha corrisposto lo stesso 19 giorni di retribuzione per 1.105 euro».

Per il pm, Di Fulvio non sarebbe stato a casa a riposo in quei periodi ma «si era recato a svolgere attività concertistica in Italia e all’estero». Nell’inchiesta erano finiti anche la moglie del musicista accusata anche lei di truffa e i medici Capone, accusato di truffa e falso, e Viscione accusata di falso. Per i tre le accuse sono cadute.

Il pm aveva chiesto l’assoluzione sia per Zicola che per Viscione, un anno e dieci mesi per Di Fulvio e un anno per Capone.

In particolare, Zicola era accusata di truffa in concorso con Capone e con il marito musicista, il medico curante era accusato di falso per aver redatto falsi certificati e il medico della Asl di Pescara era accusato sempre di falso per aver redatto un falso certificato medico per quattro giorni. I tre sono stati scagionati dalle accuse.

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