Truffa, professore di musica nei guai

Ex docente della Chiarini si diceva malato ma era fuori per concerti

CHIETI. Non andava a scuola perché si diceva malato, invece, a quanto risulta ai carabinieri, era a fare concerti fuori dall’Abruzzo, una volta persino in America. Maurizio Di Fulvio, di Pescara, ex docente di chitarra alla Chiarini, scuola media con sezione musicale, sarà processato a maggio per truffa aggravata.

Sul banco degli imputati ci saranno anche la moglie di Di Fulvio, Anna Maria Zicola, di Pescara, il medico curante Giuseppe Capone di Pescara e il medico della Asl, addetto alle visite fiscali, Maria Teresa Visciola, di Pescara. La prima è accusata di truffa in concorso con il marito, il secondo è imputato di truffa in concorso e di falso e l’ultima solo di falso.
Le indagini sono state condotte dai carabinieri della polizia giudiziaria della procura, coordinate dal maresciallo Bruno D’Antonio e dirette dalla sostituto procuratore Rosangela Di Stefano.
I fatti risalgono al periodo che va dal 2006 al 2007.

A dare l’input all’inchiesta è stata la preside della scuola media Chiarini alla quale era arrivata la segnalazione di un’insegnante. Alla professoressa erano giunte voci che il collega, che risultava malato, in realtà era fuori Abruzzo per un concerto. La dirigente di istituto ha così denunciato il caso alla procura della repubblica. I carabinieri della polizia giudiziaria si sono attivati sulla base dei certificati medici prodotti dal professor Di Fulvio presso la segreteria della scuola. In seguito alle indagini sotto accusa sono finiti tre periodi: uno di 12 giorni, nel giugno del 2006, in cui il docente era in America, il secondo di tre, nell’aprile del 2007, quando Di Fulvio è risultato essere impegnato in due concerti uno a Napoli e l’altro a Siracusa e l’ultimo, maggio 2007, di quattro giorni: il professore era a suonare in Spagna.

Diciannove giorni sistematicamente coperti dal certificato del medico curante Giuseppe Capone. La moglie di Di Fulvio è entrata nell’inchiesta perché una mattina ha telefonato alla segreteria della scuola media, dicendo che il marito non poteva essere presente alle lezioni perché si era sentito male, tanto da dover far ricorso alle cure del pronto soccorso. I carabinieri hanno verificato, attraverso riscontri incrociati, che Di Fulvio risultava partito per Napoli già dal giorno prima. A darne la prova il fatto il docente quel giorno non risultava essere stato visitato né al pronto soccorso dell’ospedale di Pescara né a quello di Chieti. Particolari comprovati dal telepass che davano l’auto del docente in viaggio per Napoli.

Prima che scattassero le indagini la dirigente di istituto aveva segnalato l’assenza del professore alla Asl di Pescara, dove Di Fulvio risiede, e più di una volta gli operatori della azienda avevano dichiarato l’impossibilità a eseguire controlli per carenza di personale. In una delle tre occasioni, finite al vaglio degli investigatori, risulta però una visita fiscale della dottoressa Visciola. Sul certificato veniva refertato che il controllo era stato eseguito nelle ore antimeridiane (dalle 9 alle 12).

Ma da riscontri effettuati sul telepass l’auto del professor Di Fulvio era passata al casello telepass dell’A14 di Pescara ovest 30 minuti dopo che la la preside della Chiarini avesse richiesto la visita fiscale alla Asl di Pescara. Un lasso di tempo troppo piccolo, secondo gli investigatori, perché si potessero verificare tutte le azioni certificate: la chiamata della preside alla Asl, l’incarico della azienda al medico a eseguire la visita fiscale a casa del professor Di Fulvio e la visita stessa da parte del medico. Sul viaggio in America a inchiodare il professore è bastato il passaporto. Secondo gli investigatori il danno provocato allo stato sarebbe di 1100 euro.

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