Avezzano, morta dopo tre interventi in ospedale, Asl condannata 

Pensionata di 82 anni operata più volte in dieci mesi: il giudice riconosce un risarcimento di 150mila euro per gli eredi

AVEZZANO. Subisce gravi lesioni fisiche dopo tre interventi chirurgici in dieci mesi. Operazioni eseguite nonostante l’età avanzata della paziente. Per tali ragioni il giudice Francesco Lupia del tribunale civile di Avezzano ha condannato la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila a risarcire i familiari di una paziente 82enne di Avezzano, I.A., successivamente deceduta. La paziente nonostante l’età e stando a quanto ricostruito nell’aula giudiziaria avanzata è stata sottoposta a un primo intervento chirurgico il 18 febbraio 2012, nel reparto di ortopedia dell’ospedale di Avezzano, in seguito a una frattura del femore destro e poi nuovamente operata, sempre sull’arto fratturato, per altre due volte nell’arto di dieci mesi (14 agosto e 12 dicembre). A causa delle gravi lesioni fisiche conseguenti a tali interventi chirurgici «eseguiti con imperizia ed imprudenza», stando alle accuse, la paziente ha subìto «un rilevante danno permanente» e successivamente, dopo tre lunghi anni di agonia, è morta. Nel corso del giudizio il tribunale civile di Avezzano ha incaricato un consulente tecnico d’ufficio al fine di accertare la sussistenza di responsabilità dei sanitari dell’ospedale cittadino che, con una complessa perizia, ha accertato le responsabilità dei chirurghi operatori, sia nell’esecuzione dei tre interventi chirurgici praticati alla paziente e sia nella scelta del trattamento terapeutico poi adottato.
L’ausiliario del giudice, quindi, concludeva ritenendo «sussistente sia un nesso di causalità tra le censurate responsabilità dei medici avezzanesi e i danni fisici della paziente» e sia «un evidente nesso di causalità tra i danni della paziente ed il suo decesso».
In favore dei familiari della paziente poi deceduta il tribunale di Avezzano ha liquidato la somma di 150mila euro agli eredi della 82enne quale risarcimento per i gravi danni fisici subiti dalla pensionata.
Visto che il consulente tecnico incaricato dal giudice ha accertato anche che tali danni fisici ebbero poi a condurre a morte la paziente, i familiari hanno promosso distinto giudizio davanti al tribunale di Avezzano per il ristoro della somma di un milione di euro per la perdita del familiare convivente. In entrambi i giudizi le persone offese sono difese dall’avvocato Berardino Terra. (r.rs.)
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