Erba alta al cimitero Fioccano le proteste per il mancato sfalcio 

Il camposanto monumentale impraticabile per i visitatori Segnalazioni dai residenti di Filetto: «Noi abbandonati»

L’AQUILA. Nella stagione dei fiori finti – che non seccano e non marciscono, quindi dilatano nel tempo le visite ai defunti – è l’erba alta a rendere oltremodo impraticabile il cimitero monumentale dell’Aquila. Sono le foto a descrivere meglio di ogni altra parola la situazione che si trovano davanti i frequentatori del camposanto. Panchine invase dagli arbusti, sepolture a terra ormai completamente avvolte dalle erbacce, bidoni dei rifiuti stracolmi di corone e cuscini di fiori marciti, plastica volante trascinata ovunque dalle tempeste di vento, intere aree di fatto inaccessibili. Per non parlare dei loculari ancora inagibili da dieci anni a causa del terremoto.
Ma il problema dell’erba alta non riguarda soltanto il cimitero cittadino. Un’altra segnalazione di disservizi legati al taglio dell’erba arriva dalla frazione di Filetto.
«Nei primi giorni di giugno», dichiarano alcuni residenti, «gli operatori dell’Asm addetti al taglio dell’erba nel paese hanno lasciato oltre dieci strade senza intervento alcuno e sono rientrati in sede, nonostante le richieste pervenute fin dallo scorso maggio da parte dei cittadini. Inoltre, sempre l’Asm, ancora non invia il trattore tagliaerba lungo la strada comunale Filetto-bivio Montecristo. I dirigenti dell’Asm rispondono che il personale è in ferie. In questi giorni d’estate tale strada è divenuta pericolosa perché assai frequentata da motociclisti, biciclette e jeep. Nei giorni scorsi c’è stata anche una gara nella zona. Nella provinciale 103, nei due ingressi del paese, non viene tagliata l’erba per un chilometro perché è zona urbanizzata e non di competenza della Provincia. Il Comune, settore ambiente, ancora non taglia l’erba nei quattro piccoli parchi pubblici dove ci stiamo attrezzando noi residenti. A tutt’oggi il Comune non provvede a far riparare la staccionata rotta nel parco della chiesa vecchia, all’immediata periferia del paese. Una situazione, da parte del Comune e degli altri enti preposti, di indifferenza, che lascia sempre più soli i paesi del territorio».
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