L'Aquila, appello su Fb: «Offro il mio voto per un posto letto in ospedale»

L’ex assessore Pappalepore: «È per mio padre, colpito da un’ischemia». La Asl: problema risolto, l’uomo è stato ricoverato

L’AQUILA. «Offro il mio voto per un posto letto in ospedale». Un appello accorato e insolito sul web. A lanciarlo, l'ex assessore del Comune dell'Aquila, Gianvito Pappalepore. «Sono al pronto soccorso con mio padre perché ha avuto un'ischemia. Non ci sono posti all'ospedale per un ricovero. Questo», scrive Pappalepore, «è ciò che merita un uomo dopo aver lavorato una vita. Un uomo che ha sempre fatto il suo dovere. Ora che ha bisogno di assistenza, nel nostro ospedale non ci sono posti. Offro il mio voto in cambio di un posto letto. Per mio padre». Un'odissea iniziata ieri mattina. «Non c'era un'ambulanza disponibile», racconta Pappalepore, «ho dovuto prendere la macchina e portare mio padre al pronto soccorso, nonostante le sue condizioni. Ma in che Paese viviamo. La sanità è a pezzi», tuona l'ex assessore, da sempre impegnato nel mondo dell'associazionismo e del volontariato, «lo stato sociale è morto e la politica non svolge più il suo ruolo. Ci hanno tolto anche la speranza che qualcosa possa cambiare».
Dopo la lunga attesa, comunque, il papà di Pappalepore è stato ricoverato, come sottolinea la Asl e come conferma lo stesso ex assessore. Sul problema dell’ambulanza, invece, l’Azienda sanitaria conferma che l’ambulanza non era disponibile perché già impegnata in un altro intervento. L’appello di Gianvito Pappalepore, comunque, ha avuto decine di condivisioni. «La sanità deve essere la priorità di questa città», dice Carmine Basile, «altro che improbabile vocazione turistica o culturale. Prima gli ospedali e i servizi sanitari, poi le case». E c'è chi si è unito all'iniziativa, come Fiorella Casilli, Marco Orlando Gili e Antonella Mammarella, che hanno raccolto l'appello mettendo a disposizione anche i loro voti. «I diritti non si acquisiscono con un voto. Bisogna avere il coraggio di cambiare e di mandare via tutto questo marciume. Hanno distrutto tutto, peggio di così non si può». «Più che giusto», il commento di Antonio Gasbarrini che aggiunge: «La situazione dello stato di salute del nostro sistema sanitario è atroce, soprattutto quando devi misurarti personalmente con crescenti difficoltà. Contraddizioni in parte risolvibili ricorrendo alla sanità privata, mettendo però mano al portafoglio: per chi, ovviamente, non ce l'ha vuoto. Mi auguro che la situazione possa risolversi». L'appello ha varcato anche i confini regionali: «Posso solo rincarare la dose», dice Daniela Luciani, «raccontando la disavventura vissuta da mio nipote, che ha passato due giorni in pronto soccorso, a Frascati, perché non c'era un posto disponibile in tutto il Lazio».
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