L'Aquila, Comune condannato per i mancati pagamenti: 14 milioni a Impregilo 

Lavori mai pagati per la costruzione del megaparcheggio di Collemaggio: via libera del giudice al prelievo della somma dalla tesoreria dell’ente

L’AQUILA. I problemi irrisolti dalle vecchie amministrazioni comunali rischiano di condizionare le scelte strategiche dell’attuale governo municipale. E il primo guaio arriva subito.
Il giudice dell’esecuzione, tramite ordinanza di assegnazione dei crediti, ha disposto che la società Impregilo, colosso del mattone, possa accedere alla tesoreria comunale presso la Bper per ritirare quasi 14 milioni di euro dopo il mancato pagamento dei lavori per il megaparcheggio di Santa Maria di Collemaggio risalenti a oltre 20 anni fa. Questa ordinanza di assegnazione, depositata alla fine della scorsa settimana, è un titolo esecutivo per ottenere la somma precedentemente pignorata dopo la sentenza di merito. Ora, per l’ente, non ci sono alternative per opporsi.
LA STORIA. Il megaparcheggio fu progettato ai tempi della giunta guidata dal sindaco Enzo Lombardi e attivato durante il mandato di giunta con il sindaco Biagio Tempesta circa 15 anni fa. Nessuna delle successive giunte ha saldato i conti. Una transazione era stata di recente avviata dalla giunta uscente guidata da Massimo Cialente, ma l’intesa non è andata a buon fine.
Il giudice di merito, più in particolare, aveva condannato il Comune per alcune opere eseguite quali i parcheggi sotterranei, il collegamento con la Statale 17, il percorso meccanizzato e il tunnel di collegamento con piazza Duomo. Dopo la sentenza, che fu depositata nel 2015, ci furono delle trattative che solo un anno fa sembravano ben avviate con pagamenti rateali, ma poi non se ne è fatto nulla. La Impregilo, che aveva svolto i lavori insieme alla Imprepar, aveva contestato anche i tempi lunghissimi per completare i lavori, non imputabili ad essa. Ma la controversia è stata molto lunga visto che è iniziata una dozzina di anni fa ed è arrivata la sentenza di primo grado. Poi, una volta deciso il merito, le carte sono finite al giudice dell’esecuzione che, di fatto, ha consegnato i soldi all’azienda edile.
APPELLO. L’ente, per la verità, aveva anche impugnato in appello l’esecutività della sentenza, ma il tentativo non ebbe successo. Nel senso che si è sostenuto che, nell’ipotetico e poco probabile caso in cui il verdetto fosse stato ribaltato, la Impregilo, azienda talmente grande e affermata, un colosso nel settore edile a livello mondiale, non avrebbe avuto alcun problema a restituire quelle somme all’ente locale in tempi brevi.
ALTRA GRANA. Ma c’è dell’altro. Infatti, parte di quei lavori del megaparcheggio è stata eseguita anche dall’impresa Irti, che a quei tempi era quantomai attiva nel settore delle costruzioni, ma poi è fallita. Meno di un anno fa il giudice del tribunale aveva dato ragione al curatore fallimentare di quella ditta, chiusa 12 anni fa, con un verdetto che impone di pagare una decina di milioni di euro. La vecchia giunta comunale, a quel punto, aveva incaricato con una delibera l’avvocatura municipale, rappresentata dall’avvocato Domenico de Nardis, di opporsi presentando un ricorso in appello.
MINI-CONDANNA. Con un provvedimento collaterale il giudice dell’esecuzione ha ordinato all’ente di erogare 18mila euro a un dipendente comunale per ferie che non sono state pagate.
Briciole, dunque, rispetto alla voragine di debiti fuori bilancio che il Comune ora deve fronteggiare per controversie evitabili e perse in partenza.
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