L'Aquila, il muratore è morto affogato nel fiume dopo l’aggressione dei cani 

Edmond Preka, 36 anni, ha cercato di difendersi, è caduto in acqua e ha sbattuto la testa

L’AQUILA. Ha tentato di divincolarsi dai due cani che lo avevano aggredito e morso in più parti del corpo. Per liberarsi dagli animali _ che lo avevano ferito ai glutei, alle gambe e alle braccia _ ha cominciato a correre, poi ha tentato di saltare un canale irriguo, alimentato dal fiume Vera, largo quasi due metri e con l'acqua profonda mediamente almeno 50 centimetri.
È caduto, ha sbattuto la testa e, tramortito, non ha avuto la forza di risollevarsi dall'acqua. Proprio lui che, secondo i parenti, era anche un provetto nuotatore. Il decesso è sopraggiunto in pochi minuti per annegamento.
LE PRIME INDAGINI. Così, secondo le primissime indagini dei carabinieri della stazione di Paganica, coordinati dal comandante della compagnia dell'Aquila, Francesco Nacca, potrebbero essersi svolti i fatti che hanno portato alla morte di Edmond Preka, operaio edile, 36 anni, di origine albanese, residente nella piastra 8 del Progetto Case di Paganica, che lascia la moglie Mariane Preka (33 anni) e due figli, un maschietto e una femminuccia di 4 e 7 anni. La famiglia si era trasferita a Paganica circa un anno fa. Prima la coppia, con i due bambini, abitava in una casa presa in affitto a Cagnano ma dopo le scosse del gennaio 2017, che hanno colpito soprattutto la zona nord ovest del capoluogo, aveva deciso di spostarsi a Paganica. Edmond Preka lavorava in una ditta edile e in questo periodo era ancora in disoccupazione per il fermo cantieri invernale. Fra una settimana sarebbe tornato al lavoro.
LA RICOSTRUZIONE DEI FATTI. Cerchiamo di ricostruire quello che è successo venerdì pomeriggio. Il giovane albanese intorno alle 17 si era recato nel bar che si trova a fianco al supermercato Ciuffetelli in via dell'Industria, a due passi dalla strada statale che da Bazzano va verso Paganica. Di solito si intratteneva con gli amici e nei fine settimana scommetteva qualche euro sulle partite di calcio. Più raramente tentava la sorte con le slot-machine. Poco dopo le 18 ha ricevuto la telefonata della moglie che chiedeva quando sarebbe tornato a casa. «Dieci minuti ancora e poi mi riavvio a piedi» ha risposto Edmond Preka che non aveva la macchina. E infatti alle 18.30 – è qui c'è la certezza sull'orario perché l'uomo è stato ripreso dalle telecamere della videosorveglianza del supermercato – il giovane è uscito, si è infilato in una stradina di una ventina di metri che fiancheggia a sinistra il supermercato e che porta a destra verso un ristorante e altri uffici e a sinistra finisce sulla Statale 17 bis che il 36enne ha poi percorso per circa cento metri. Il buio stava calando. All'altezza di una tabella che indica via Fioretta, ha svoltato a destra su una strada sterrata larga circa tre metri che separa di fatto il nucleo industriale di Bazzano dal Progetto Case di Paganica realizzato dopo il sisma. La viuzza, in questi giorni fangosa e piena di buche, è costeggiata da un canale irriguo che una volta serviva la vastità dei prati sui quali dagli anni Settanta del secolo scorso sono cominciati a spuntare i capannoni.
I CANI. Edmond Preka aveva percorso un centinaio di metri quando ha visto arrivare almeno due cani (anche se l'autopsia parla di uno o più animali). Qui va fatto un piccolo passo indietro. L'operaio, a detta di tutti quelli che lo conoscevano, aveva molta paura dei cani. E questo perché qualche anno fa era stato già aggredito e ne portava ancora i segni sul volto; aveva infatti una piccola cicatrice all'altezza della bocca. Quindi può essere accaduto (per adesso non ci sono testimoni) che l'uomo – di corporatura esile – dopo essere stato inseguito e preso a morsi sia andato nel panico. Dall'esame compiuto dal medico legale sono venute fuori ferite nel fondoschiena (quindi potrebbe essere stato assalito alle spalle) e poi diverse lesioni alle braccia tanto che il giubbino nero che l'operaio indossava sopra una maglietta, risulta strappato con violenza in più parti proprio nella zona degli arti superiori. Rilevati anche tagli, simili a graffiature, sul volto forse provocati dalla caduta nel canale.
TRACCE E FERITE. Le ferite non sono state mortali, ma evidentemente il giovane prima ha tentato di reagire e poi, vistosi sopraffatto, ha provato a scappare. Sulla strada sono state trovate tracce – se pur flebili – di sangue oltre al telefono cellulare e al portafoglio. Elementi che messi insieme fanno pensare proprio a un disperato tentativo di fuga dal pericolo. Da alcune indiscrezioni i cani che hanno compiuto l'aggressione sarebbero – in termine tecnico – “residenziali” parola un po' enigmatica che farebbe riferimento allo stato della dentatura. La moglie, intorno alle 19, non vedendo rientrare il marito, ha allertato prima i parenti i quali hanno subito fatto un giro nella zona chiamando Edmond Preka a voce alta e poi, intorno alle 22, sono stati allertati i carabinieri e i vigili del fuoco. Poco dopo le due, alla luce delle fotoelettriche, è stata la consorte a notare, nel canale, una scarpa dell'operaio. Il resto del corpo era sotto il livello dell'acqua. La donna non ci ha pensato due volte e si è gettata in acqua per tirare fuori il marito – sperando fosse ancora in vita – tanto che i vigili del fuoco hanno dovuto afferrarla prontamente per riportarla sulla strada.
L'INDAGINE. Ora l'indagine è diretta a stabilire eventuali responsabilità da parte dei proprietari dei cani. Verrà fatto un monitoraggio prima nelle vicinanze del luogo in cui si sono verificati i fatti e poi si valuterà se allargare o meno il raggio delle verifiche. Un lavoro non facile che richiederà tempo e forse il ricorso anche a test del Dna. Decisiva potrebbe risultare la testimonianza di qualcuno che ha visto o sentito e che trovi il coraggio di farsi avanti.
FUNERALI. La data dei funerali non è stata ancora decisa, si attende il nulla osta da parte della Procura (il pm titolare dell'inchiesta è il dottor Guido Cocco). L'uomo sarà sepolto in Albania e la comunità di Paganica, attraverso la Caritas locale, ha deciso di raccogliere fondi per pagare il trasporto e per aiutare la famiglia dell'operaio.
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