L'Aquila

Parco di Collemaggio, l’accusa dei comitati: «Solo passi indietro» 

Il 3e32/Casematte rilancia l’iniziativa per recuperare l’area «Restano nel degrado 19 ettari, ma non si muove nulla»

L’AQUILA. Basilica a parte, nel parco di Collemaggio è tutto fermo. «Solo passi indietro: l’amministrazione rigetta i progetti esistenti e non fa niente». Questa l’accusa lanciata dal comitato 3e32. La cui battaglia pro Collemaggio è datata ed esula dallo scontro politico in cui la vicenda si è ritrovata di nuovo inquadrata negli ultimi giorni.
LA DENUNCIA. «Sono passati quasi nove anni dal sisma e per l’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio non è prevista alcuna riqualificazione», denunciano i componenti del comitato 3e32. «Quest’ amministrazione, infatti, ha rigettato il progetto del “Parco della Luna” a cui come 3e32/Casematte avevamo lavorato, provando faticosamente a collaborare con la vecchia amministrazione, la quale, seppure con lentezza, era giunta a un accordo di collaborazione con l’Asl, proprietaria dell’area. Il progetto puntava a riqualificare con 10 milioni di fondi europei una parte dell’ex Psichiatrico con destinazione socio-sanitaria e culturale, tramite la creazione di un “Albergo in Via dei Matti”, struttura ricettiva a tre stelle gestita anche da utenti della salute mentale e, più in generale, di spazi pubblici per attività sociali e laboratori artistico-artigianali. Luoghi collettivi che – invertendo il segno del manicomio – puntassero alla cooperazione, alla creatività, all’integrazione, alla creazione di lavoro, con particolare attenzione al coinvolgimento delle fragilità sociali e alla prevenzione socio-sanitaria. Il progetto, inoltre», proseguono gli esponenti del comitato 3e32, «era frutto di un percorso di partecipazione dal basso iniziato nel 2015, a partire dal manifesto sottoscritto da più di venti associazioni, “Collemaggio cittadella solidale della creatività”, ed era stato presentato e apprezzato. Se la nuova amministrazione comunale non condivide può sostituirlo con un altro che ritiene migliore. Ma, ad oggi, niente di tutto questo è successo: quei fondi si stanno perdendo e Collemaggio resta un’area di 19 ettari in stato di degrado, profondamente abbandonata dalla proprietà e dal Comune, che pure dovrebbe considerarla un’area strategica, se non altro per la vicinanza con l’adiacente basilica (da poco rimessa a nuovo) ed il centro della città».
POLEMICA POLITICA. «Non prendiamo sul serio», aggiungono dal comitato, «le parole del consigliere Giorgio De Matteis, secondo il quale quei fondi sarebbero stati recuperati dall’attuale amministrazione: i 10 milioni del Masterplan erano e sono lì, pronti a essere utilizzati per lo sviluppo socio-sanitario-culturale di Collemaggio. Più passa il tempo, tuttavia, e più aumenta il rischio che vadano definitivamente persi. L’unica cosa che si è riuscita a captare è che quegli stessi dieci milioni che erano a disposizione per il Parco della Luna il sindaco Biondi vorrebbe utilizzarli per la sede unica del Comune, per cui ci sono a disposizione già 35 milioni. Fantomatica sede unica che – dicono – potrebbe sorgere anche nella stessa Collemaggio, a scapito dei tanti commercianti fatti tornare in centro con bandi dedicati».
«LA NOSTRA PROPOSTA». «Noi pensiamo, invece», dicono gli attivisti, «che l’area di Collemaggio debba prioritariamente essere adibita a una destinazione socio-sanitaria e culturale perché quella è la sua storia e quella è la sua vocazione, princìpi su cui appunto si ispirava il progetto del Parco della Luna e che sono anche sanciti dalla legge che prevede che le aree ex manicomiali devono mantenere una relazione con la salute mentale e di comunità. Il che sembrerebbe necessario e tanto più evidente in una città trasformata in cui è in corso, da anni, una pericolosa dispersione sociale, e una precarietà che sta procurando grandi disagi sociali e psicologici, a fronte di servizi assolutamente insufficienti e per cui c’è un enorme bisogno di spazi di aggregazione e attività adibite all’inclusione sociale e alla cultura. Non solo l’azienda sanitaria non attua la ricostruzione pubblica delle sue proprietà, ma anche il Comune sta rinunciando a farlo, perdendo 10 milioni destinati proprio a questo. Come se non bastasse, l’Asl continua a pagare affitti a terzi tra cui proprio al Comune, nel caso dell’ex Onpi dove sono stati trasferiti quasi tutti gli ambulatori prima presenti a Collemaggio, e dove sarà necessario spendere altri soldi pubblici per la creazione di parcheggi, al contrario già presenti a Collemaggio. Il tutto mentre l’azienda afferma di non aver risorse neanche per tenere aperto 8 ore al giorno il Centro di salute mentale».
«NO AI GHETTI». «Da quasi nove anni, come comitato 3e32/Casematte, ci battiamo per tenere alta l’attenzione sull’area, e per renderla vivibile e aperta almeno per la parte vicina al nostro insediamento, rimettendo a disposizione, dal basso, uno spazio accogliente e diversi servizi alla cittadinanza, in primis alle fasce sociali più in difficoltà. Grazie al percorso collettivo, altre realtà sono entrate nell’area, associazioni legate anche alla salute mentale, all’autismo oltre che al teatro e all’architettura. Ma nonostante le nostre ripetute richieste la proprietà si ostina a non accendere neanche una luce nelle vie interne, rendendo l’area persino difficilmente attraversabile ed esponendola a rischi sociali. In più, l’unico ambulatorio rimasto è quello delle tossicodipendenze. Inoltre, parte della popolazione giovanile più “problematica” (e anche più povera) un tempo presente nell’area terminal si è spostata qui. E il Parco del Sole è chiuso da tempo e non si conosce la data di riapertura. Tutto fa pensare a una volontà di ghettizzazione che vogliamo denunciare e combattere. Collemaggio ha bisogno di un piano di riqualificazione, ma anche di cura quotidiana, a partire dai servizi di pulizia, manutenzione, illuminazione».
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