Stadio, Teramo dà il via libera

Il sindaco Brucchi riceve la lettera di Riga e concede subito la certificazione alla società rossoblù

L’AQUILA. L’Aquila ha finalmente lo stadio. Non è Acquasanta, che è ancora una trincea. Non è il Fattori, al quale servono lavori di adeguamento. E subito. È lo stadio di Piano d’Accio di Teramo. E non solo perché ha portato bene il 9 giugno, nella finale di andata per la Prima divisione vinta 1-0 con gol di Infantino. Ma anche perché, senza l’ok dal Comune di Teramo, e personalmente dal sindaco Maurizio Brucchi, sull’indicazione dell’impianto per il campionato 2013-2014 sarebbe rimasta una bella X.

Ieri del problema si è accorto anche il Comune dell’Aquila, che ha fatto pervenire al Comune di Teramo, alla prefettura e alla questura, una lettera a firma del vicesindaco Roberto Riga nella quale è contenuta la richiesta ufficiale della concessione dell’impianto. Almeno per la prima fase del campionato. Fino a quando, cioè, non saranno stati completati i lavori al Fattori, per i quali il sindaco annuncia la disponibilità di 400mila euro. Tra variazione di bilancio, progettazione, lettere d’invito e lavori da fare ad agosto la scadenza di due mesi potrebbe non bastare. Quindi la squadra rischia di dover ricominciare in Prima divisione proprio da una trasferta a Teramo, in casa della squadra sconfitta due volte. Ai rossoblù riuscirebbe, così, quello che non è riuscito ai giallorossi di Giulianova che pure, tempo fa, ebbero problemi di impianto e ci fu chi pensò alla vicina Teramo. Ma non se ne fece nulla.

«Ricevuta la richiesta ufficiale», afferma il sindaco di Teramo, «abbiamo seguito i necessari passaggi con la prefettura e, per parte nostra, ci siamo subito attivati per predisporre quanto necessario. Un rappresentante della società dell’Aquila ha potuto così ritirare il certificato d’uso che è quello che serve per l’iscrizione al campionato. Tuttavia L’Aquila si impegna a terminare i lavori entro l’avvio del torneo. Abbiamo accolto l’istanza perché così era giusto che fosse. La rivalità in campo è una cosa, ma il fair play deve prevalere sempre. Lo sport deve unire».

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