Zupo finisce a Palazzo Chigi

Il capo di gabinetto promosso nello stesso ufficio dell’ex questore Rizzi. In città Gini da Massa Carrara

L’AQUILA. Per una sorta di nemesis, il superpoliziotto che ha indagato amministratori e politici finisce dritto dritto...a Palazzo Chigi.

Dal primo luglio il capo di gabinetto della questura dell’Aquila Nicola Zupo, 48 anni, primo dirigente, sarà operativo, nel ruolo di vicedirigente, all’ispettorato di pubblica sicurezza di Palazzo Chigi. Al posto di Zupo arriva all’Aquila, dalla questura di Massa Carrara, il vicequestore aggiunto Alessandro Gini che, secondo la velina dei movimenti dei dirigenti, farà il capo di gabinetto reggente.

È durata tre anni l’avventura di Zupo all’Aquila. L’ex capo della squadra Mobile di Pescara, da dove era passato prima alla questura di Ravenna e poi al commissariato di Sanremo, era approdato nel capoluogo regionale l’11 luglio 2012 come dirigente della divisione Polizia amministrativa. Un incarico tenuto per poco tempo, in quanto dal primo ottobre dello stesso anno Zupo ha assunto la carica di capo di gabinetto che ha mantenuto con ben quattro questori: Stefano Cecere, Giovanni Pinto, Vittorio Rizzi e Alfonso Terribile. Proprio Rizzi, che ha lasciato il 30 marzo l’incarico di questore dell’Aquila, si ritroverà Zupo all’ispettorato di pubblica sicurezza di Palazzo Chigi. Il nome di Zupo è legato alle grandi inchieste contro gli intrecci tra affari e politica in Abruzzo, dai Comuni di Montesilvano e Pescara alle indagini sull’Asl di Pescara fino all’inchiesta sui rifiuti alla Regione e a Montesilvano. Di recente, dopo l’ennesima assoluzione, lo stesso Luciano D’Alfonso (Zupo guidò l’indagine che portò al suo arresto, nel 2008) ha detto di lui: «L’allora capo della Mobile Nicola Zupo è stato sempre molto educato e ho percepito che era consapevole della delicatezza di quella missione, altri no».

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