DIFENDERSI DAL SOLE

Al mare o in montagna, attenti alla tintarella 

I consigli per evitare danni cutanei e prevenire il melanoma

PESCARA. La salute passa anche dalla pelle, e l’estate è il momento giusto per dedicarle qualche cura in più. Sia che decidiate di trascorrere le vacanze al mare sia che, invece, preferiate la montagna. Ma anche per chi resta in città, lontano dalle spiagge o dalle vette montane, la parola d’ordine è per tutti la stessa: cautela.
Difesa personale. La prima regola è proteggersi con creme a fattore di protezione elevato, ma è importante anche imparare a conoscere i cambiamenti che avvengono sulla nostra pelle. L’autocontrollo infatti è la prima buona abitudine da mettere in atto per la prevenzione del melanoma, una forma tumorale cutanea tra le più aggressive, il cui trend di crescita è preoccupante «Ogni dieci anni raddoppia l’incidenza del melanoma, e nella fascia di età tra 20 e 49 anni, in Italia è il secondo tumore nell’uomo come frequenza di nuovi casi, e il terzo nella donna», spiega Paolo Amerio, direttore della Clinica dermatologica universitaria dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti.
Istruzioni per l’uso. «In Abruzzo», continua il professore, «l’incidenza è intorno a 14 persone colpite per 100 mila abitanti. In più, gli ultimi dati epidemiologici dell’ospedale di Chieti ci mostrano un aumento dell’incidenza del melanoma tra i giovani». A rischio, soprattutto i soggetti con capelli, occhi e carnagione chiari. Ma esistono accorgimenti che è bene seguano tutti. «Non ustionarsi, non diventare rossi», continua Amerio, «anche stare a lungo al sole senza scottarsi è deleterio, perché induce altri tipi di tumore come l’epitelioma. No assolutamente all’esposizione dalle 11 alle 15.30, mai senza un filtro solare alto ogni due ore: da non utilizzare come scusa per stare di più al sole».
Passi avanti. La buona notizia, come conferma lo specialista, è che la ricerca è andata avanti e sono arrivati nuovi farmaci per i casi di melanoma avanzato. «Le aspettative di sopravvivenza rimangono non altissime ma sono nettamente migliorate con l’introduzione di queste nuove molecole biologiche», afferma Amerio, il quale mette in guardia anche dall’uso delle lampade a raggi ultravioletti che «aumentano il rischio di melanoma di quattro volte».
Vietato ai minori. E ancora, massima attenzione ai bambini. «Non devono mai scottarsi» spiega l’esperto, «il rischio più elevato si ha infatti in età preadolescenziale. Dopo i 18 anni, il danno sulla pelle non viene più riparato ma si accumula, e questo provoca l’invecchiamento della pelle e lo sviluppo dei tumori». Ma quali sono i consigli per effettuare una diagnosi precoce? «La prima cosa è l’autocontrollo», prosegue il medico, «bisogna imparare a riconoscere il proprio corpo e accorgersi dell’insorgenza e delle modificazioni delle lesioni pigmentate, soprattutto cambiamenti di colore, sia più scuro che più chiaro. Per quanto riguarda la mappatura dei nei, si tratta di un esame di secondo livello che va suggerita dal dermatologo per le persone più a rischio: chiare di carnagione, o che hanno già avuto un melanoma o un familiare di primo grado con melanoma. Una volta l’anno poi, è bene sottoporsi a una visita dermatologica, preferibilmente tra novembre e aprile, perché la cute non deve essere abbronzata».
Dalla A alla F. Per una diagnosi tempestiva, è utile imparare a conoscere meglio i nei e le loro possibili evoluzioni attraverso il cosiddetto “alfabeto” della pelle. «A» come asimmetria: quando un neo è asimmetrico o lo diventa; «B» come bordi: quando i contorni sono irregolari e frastagliati; «C» come colore: quando si nota una variazione del colore originario con la comparsa di sfumature nerastre, grigie, blu o rossastre, oppure quando il colore tende a regredire in una zona del neo. E poi ancora, «D» come dimensione: quando supera i 6 millimetri di diametro; «E» come evoluzione: quando, nell’arco di poche settimane o mesi si verificano modificazioni nella forma, nel colore, nelle dimensioni del neo. E infine, «F» come fastidio: i nei sono solitamente del tutto asintomatici, per questo è necessario porre molta attenzione ad un neo che dà una sensazione di tensione o prurito.
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