I tagli agli sconti di Imu e Irpef bloccati da mille emendamenti

I grillini fanno ostruzionismo in consiglio comunale e poi dettano le condizioni alla maggioranza: «Riducete gli stipendi al sindaco e agli assessori per finanziare un progetto per i disoccupati»

PESCARA. Mille emendamenti hanno bloccato ieri, per tutto il giorno, l’esame delle delibere, collegate al bilancio di previsione, anche questo da approvare, che prevedono l’abolizione di sconti e agevolazioni per Imu e addizionale Irpef. Sono stati presentati dal Movimento 5 Stelle con l’obiettivo di fermare l’ennesima manovra lacrime e sangue a carico dei cittadini pescaresi. I grillini si sono detti disponibili a ritirare la gran parte degli emendamenti, presentati per fare ostruzionismo, solo a determinate condizioni, ossia un taglio alle spese della politica, più precisamente agli stipendi di sindaco, assessori e consiglieri, per finanziare con 50mila euro un progetto per dare lavoro ai disoccupati. Ma fino a ieri sera non era stato raggiunto alcun accordo.

Cosa prevedono le delibere. Le due delibere contestate dai 5 Stelle prevedono tagli alle agevolazioni tributarie per poter recuperare circa 2,6 milioni di euro che mancano per far quadrare i conti del bilancio. La prima prevede l’aumento dell’aliquota ridotta dell’Imu, dal 9 fino al massimo del 10,6 per mille, per le abitazioni affittate a canone concordato e per gli immobili concessi in uso gratuito dal proprietario ai parenti di primo grado in linea retta (genitore-figlio o figlio-genitore). La seconda, riduce la fascia di esenzione dell’addizionale Irpef, da un reddito di 16.040 euro annui a 5.830,76 euro. Ma gli uffici comunali avrebbe indicazione di far risalire, con un emendamento, la soglia a circa 11.600 euro.

Valanga di emendamenti. La seduta è cominciata subito male. I consiglieri del Movimento 5 Stelle, Enrica Sabatini, Erika Alessandrini e Massimiliano Di Pillo, si sono presentati in aula in mattinata con mille emendamenti, di cui 300 alla delibera sull’Imu e 700 a quella sull’addizionale Irpef. La seduta è rimasta aperta giusto il tempo per presentare il provvedimento sull’imposta comunale sugli immobili. Poi, è stata sospesa per aprire una trattativa con i consiglieri 5 Stelle.

Il sindaco convoca i grillini. Intorno alle 12, il sindaco Marco Alessandrini ha convocato nella sua stanza i tre consiglieri del Movimento 5 Stelle per tentare di aprire un dialogo con loro e convincerli a ritirare gli emendamenti. Ma i grillini non hanno ceduto. «Non possono pagare sempre i cittadini», ha detto la capogruppo Enrica Sabatini, «è ora che anche la politica faccia qualche sacrificio».

Le condizioni dei 5 Stelle. I grillini si sono detti disponibili a un dialogo, ma solo a determinate condizioni. Hanno chiesto, innanzitutto, di ridurre i costi della politica, più precisamente, di tagliare del 5 per cento gli stipendi di sindaco, assessori e consiglieri, per finanziare un progetto per il sociale. Progetto che prevede di impiegare cittadini che non hanno lavoro, tra cui disoccupati, esodati e inoccupati, nella manutenzione ordinaria di verde e strade, in cambio del pagamento, da parte del Comune, di compensi sottoforma di voucher. I grillini hanno anche richiesto garanzie sulla soglia di esenzione dell’addizionale Irpef a 11.600 euro, ossia il doppio dell’importo annuo di una pensione sociale. Ma fino a ieri sera una risposta definitiva non era ancora arrivata. Lo stesso sindaco avrebbe ammesso che ci sono grosse difficoltà nel realizzare un taglio generalizzato agli stipendi dei politici. Peraltro, Alessandrini si è già decurtato recentemente del 20 per cento la sua retribuzione per finanziare uno studio urbanistico affidato all’università. Anche l’assessore Paola Marchegiani si sarebbe tagliata lo stipendio, ma gli altri suoi colleghi no.

Prosegue l’ostruzionismo. I lavori dell’aula sono andati avanti tra continue sospensioni, per consentire ai tecnici di fare i calcoli per stabilire precisi ambiti di trattativa e l’ostruzionismo dei 5 Stelle. Il consiglio si è poi bloccato definitivamente quando è arrivata la bocciatura dei revisori dei conti al bilancio.

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