La città si ferma per celebrare S. Cetteo

Affollata processione in centro con la statua del santo. L’arcivescovo Valentinetti ai fedeli: «Siate disponibili col prossimo»

PESCARA. «Siate come degli operai all’altezza della situazione e sempre disponibili nei confronti del prossimo. Gesù lo raccomandò anche ai suoi discepoli». Sono le parole che l’arcivescovo Tommaso Valentinetti ha pronunciato ieri pomeriggio, di fronte a una folla radunata nella cattedrale di San Cetteo per assistere al Pontificale con canonici e sacerdoti della città. Presenti, tra le autorità civili, religiose e militari, il sindaco Marco Alessandrini e il presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli. Valentinetti ha fatto riferimento a una parabola di Gesù per esortare i fedeli ad essere aperti nei confronti del prossimo. Esortazione mai così necessaria in questo periodo in cui l’accoglienza verso i migranti non è sempre scontata.

L’arcivescovo, nella sua breve omelia, ha ricordato l’importanza della celebrazione del santo patrono della città, che anche quest’anno viene commemorato in due occasioni distinte, a luglio e ad ottobre, nel bel mezzo dell’anno giubilare della Misericordia, indetto da Papa Francesco. «San Cetteo, nostro speciale protettore», ha detto don Francesco Santuccione abate della cattedrale, «ci dia nuovo slancio nell’incarnare il Vangelo, per divenire sempre più trasparenza di Dio, come lui ha fatto morendo martire per portare pace e amore agli uomini del suo tempo».

Al termine della messa officiata da Valentinetti, è partito il lungo corteo per le vie della città con la statua e le reliquie del santo patrono. Corteo accompagnato dalla musica della Nuova banda di Chieti. La processione, cominciata su viale D’Annunzio, è poi proseguita verso piazza Garibaldi, ponte D’Annunzio, via Caduta del forte, piazza Italia, ponte Risorgimento. Poi, viale Marconi, via Conte di Ruvo, di nuovo in viale D’Annunzio e, infine, il ritorno in cattedrale. Tantissimi i fedeli che hanno partecipato alla cerimonia religiosa guidata dall’arcivescovo e dai sacerdoti della cattedrale. Una cerimonia che rievoca la vita del santo, iniziata tra i VI e il VII secolo dopo Cristo, quando venne alla luce a Spalato un fanciullo di nome Ceteo o Cetteo. Un libricino fatto pubblicare dalla parrocchia racconta la storia di questo ragazzo che, secondo la leggenda, fu costretto a superare alcune traversie approdando un giorno a Pescara o ad Aminterno, antica città della Sabina. Lì Cetteo sarebbe stato eletto vescovo dalla popolazione cristiana. Il sindaco, in una recente dichiarazione, ha sottolineato l’importanza di questa festa storica per la città. «La festa di San Cetteo», ha fatto presente, «riassume in sé appartenenza e abbraccio. Appartenenza a una comunità che scandisce con il rito l’affezione ad un santo arrivato da lontano, morto martire».

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