Luigi Mosca, 66 anni

Pescara: addio a Luigi Mosca, il "primario gentile"

Aveva 66 anni, dirigente dell'Unità operativa complessa di Pneumologia dello Spirito Santo. Il cordoglio di Pescarabici, domani commiato laico nella cappella di Sant'Anna

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PESCARA. Lutto in ospedale, è morto il dottor Luigi Mosca, primario del reparto dell'Unità operativa complessa di Pneumologia dello Spirito Santo e molto conosciuto in città per la sua attività e grande disponibilità. Aveva 66 anni. Non ci saranno funerali. Domani, a mezzogiorno, commiato laico nella cappella di Sant'Anna, di fronte all'hospice "Le Bouganville" dell'ospedale di Pescara, in via Paolini.

Chi ha conosciuto Luigi Mosca lo ricorda per il suo senso di rispetto e responsabilità verso tutti e in particolare verso i pazienti. Ogni volta che veniva chiamato da chi aveva bisogno lui correva, ci arrivava sempre, in compagnia della sua immancabile borsa da lavoro, malgrado gli impegni che nel tempo si sono moltiplicati. Ha sempre creduto nell'impegno sociale che assolve la medicina ed un consiglio, un suggerimento lo aveva per tutti.

In ospedale una delle prime cose che voleva realizzare e che poi ha fatto è stata l'apertura dello sportello per i pazienti sofferenti di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), patologia di cui sono affetti circa 80mila abruzzesi. Un dottore gentile, quasi di altri tempi, che sapeva restare al passo. Senza mai dimenticare il rapporto umano. (a.mo.)

CORDOGLIO. Pescarabici esprime profondo cordoglio per la scomparsa del dottor Luigi Mosca, primario del reparto di pneumatologia di Pescara, ricercatore e ambientalista, coerente ai suoi principi anche nei comportamenti quotidiani. "Avrebbe dovuto tenere una conferenza per la nostra associazione, lui che andava sempre in bici, e che in una recente intervista aveva dichiarato: “L’amministratore deve pensare al bene comune. Dovrebbe avere il coraggio di dire ai cittadini: facciamo una mega isola pedonale e lasciate le auto in periferia. Ma ai pescaresi piace l’auto, quindi dubito che ciò mai accadrà. È una cultura che appartiene ad altri Paesi europei”. Ma si batteva per cambiare questa cultura, come cerchiamo di fare noi nel nostro piccolo. Addio professore".