Pescara, alle Naiadi arrivano anche i sigilli

Dichiarata fallita per bancarotta la società che gestisce l'impianto sportivo sulla riviera. Il commento dell'attuale amministratore e l'intervento dell'ex gestore-candidato. E lunedì 29 la protesta di dipendenti e famiglie davanti alla Regione

PESCARA. «Immediata apposizione dei sigilli su tutti i beni mobili che si trovino presso la sede dell'impresa, nonché su tutti gli altri beni della fallita ovunque essi si trovino»: è quanto stato disposto dal Tribunale di Pescara nei confronti della società Progetto Sport impianti che ha fino a ieri gestito il complesso sportivo delle Naiadi sulla riviera nord. Il dispositivo riguarda anche l'impianto. La decisione segue il fallimento dichiarato sempre dal Tribunale della medesima società.

La sentenza, depositata dai giudici (presidente Domenico Capazzera, Tiziana Marganella e Federica Colantonio), è come un macigno per i responsabili di questo disastro economico di uno dei più noti e storici impianti sportivi della città. Quello che è arrivato a conclusione è però soltanto uno dei due binari sui quali viaggia la vicenda Naiadi. L’altro è quello penale nelle mani del pm Andrea Papalia che, proprio qualche settimana fa, ha chiesto la proroga delle indagini a carico di Vincenzo Serraiocco e degli altri due ex soci della Progetto Sport, Paolo Colaneri e Daniele D’Orazio, accusati di bancarotta fraudolenta. Il tribunale ha poi fissato l’adunanza per l’esame dello stato passivo al 19 settembre prossimo, ordinando alla società fallita di depositare entro tre giorni i bilanci e le scritture contabili.

LA MOBILITAZIONE. Intanto prosegue la protesta dei dipendenti. Sono una settantina e insieme alle famiglie rimaste senza servizi lunedì 29, dalle 15 alle 18, sono davanti alla sede della Regione in via Passolanciano. Ai dipendenti mancano almeno le ultime tre mensilità, mentre i genitori dei bambini della Sport Life iscritti a Propaganda, che il 19 maggio avrebbero i tornei federali, hanno sborsato oltre 500 euro e adesso rischiano di vedere la stagione terminata con oltre tre mesi d’anticipo.

IL GESTORE. «Appena avuto notizia della sentenza di fallimento della Progetto Sport Gestione Impianti, di cui sono amministratore, mi sono sentito in dovere di andare ad incontrare il curatore fallimentare, dott.ssa Claudia Mariani in quanto, alla luce della sentenza dovrà essere ricostruito lo stato dell'arte della situazione. Abbiamo interloquito anche con la Regione per la revoca del ricorso al TAR, che ora ovviamente è decaduto»: questo il commento all'Ansa di Livio Di Bartolomeo, attuale amministratore della Progetto Sport Gestione Impianti che fino ad oggi, ha gestito in convenzione regionale le Piscine Le Naiadi. Sulla sentenza Di Bartolomeo non è voluto entrare nel merito, parlando però di sentenza inattesa. Ora molto probabilmente venerdì 26 aprile il curatore fallimentare incontra la Regione per individuare un percorso condiviso e i passaggi tecnici propedeutici al proseguimento delle attività alle piscine Le Naiadi, che a causa dei problemi tecnici agli impianti, restano al momento chiuse.

L'EX GESTORE. «Mi trovo a ribadire ancora una volta, e con forza, alla luce delle ultime notizie, di non essere più ufficialmente dallo scorso gennaio nella Progetto Sport Gestione Impianti da cui mi sono dimesso da ogni incarico proprio nei primi giorni del nuovo anno. Da mesi sono fuori dalla società e nel 2019 non ho mai messo piede all'interno delle piscine Le Naiadi». Così, in una nota, Vincenzo Serraiocco (candidato al consiglio comunale) chiarisce la sua posizione, accostata alle ultime vicende delle Naiadi, e dopo il fallimento, decretato dal Tribunale di Pescara, della società che gestiva fino a poche ore fa l'impianto sportivo di viale Riviera Nord.

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