Pescara, il giudice: Vaccaro resti ai domiciliari

L'organizzatore di eventi accusato di stalking non può uscire neanche per andare a lavorare: «Non è indigente, non c'è bisogno»

PESCARA. Ivan Vaccaro, 26 anni, di Chieti, arrestato per stalking, resta ai domiciliari. E non può allontanarsi da casa neppure per lavorare. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Antonella Di Carlo rigettando le richieste presentate dai legali di Vaccaro e cioè l’avvocato Vittorio Supino e Raoul Vaccaro, padre dell’indagato. Al giovane di Chieti sono contestati una serie di episodi avvenuti lo scorso anno, quando la vittima - un 26enne con cui Vaccaro ha avuto rapporti sia di lavoro sia personali - ha subito una lunga scia di danneggiamenti, insieme alle persone a lui più care, oltre a ricevere telefonate e messaggi a ripetizione.
Per la difesa i fatti contestati (che si riferiscono al periodo compreso tra agosto e dicembre 2017) sono incompatibili «con la frequentazione amicale e diretta» che Vaccaro ha avuto con il denunciante «nello stesso periodo e per tutta la durata del presunto commesso delitto». Una frequentazione dimostrata dalle foto che ritraggono i due «sorridenti in qualche ristorante, sulla riva del mare a prendere il sole oppure in macchina in concomitanza con le date dei fatti contestati».
Tra i due, i periodi di quiete e quelli di conflittualità si susseguivano e proprio questo avvicinarsi e poi allontanarsi della presunta vittima, nei momenti di maggiore tensione, avrebbe spinto Vaccaro ad agire, per cui il giudice non ha accolto la ricostruzione offerta dalla difesa. E l’indagato non ha convinto il gip neppure durante l’interrogatorio di garanzia quando ha fornito la sua versione dei fatti, parlando per quasi un’ora.
Per Di Carlo, Vaccaro deve rimanere ai domiciliari, non essendoci altre misure adeguate per lui, anche considerati i rapporti trascorsi con la presunta vittima.
E all’indagato non viene concessa neppure l’autorizzazione a svolgere attività lavorativa (con rientro a casa alle 20) perché, per come è articolata, non sarebbe possibile un controllo. E, aggiunge, non ci sono i presupposti della assoluta indigenza. Supino ha annunciato che impugnerà l’ordinanza. (f.bu.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .