Pescara, nove ore in ospedale per ingessare un dito

Il padre di un ragazzino racconta l’intera giornata al Pronto soccorso per un banale infortunio

PESCARA. Otto ore e ventotto minuti di attesa nella stretta sala del Pronto soccorso dell'ospedale. È il tempo che si è reso necessario per fare una lastra e fasciare con una stecca il dito rotto di un bambino di 12 anni che poi è tornato a casa con una prognosi di ventuno giorni.

La denuncia di quel definiosce un disservizio sanitario arriva dal papà Fabio Ranalli, pescarese, responsabile di una azienda di prodotti alimentari. È lui stesso a raccontare l'odissea di un’intera giornata, sabato scorso, passata nel reparto di emergenza dell’ospedale di Pescara: «Uno scempio, un incubo» si infervora il padre del piccolo, «siamo arrivati alle 11.20 e siamo usciti dall'ospedale alle 19.48. Mio figlio, benchè stanco e dolorante, è stato bravissimo. Ha affrontato le ore di attesa, tra pranzo e merenda, senza troppo lamentarsi, accanto a me e alla mamma che cercavamo di consolarlo e distrarlo dal dolore alla mano».

Tutto è cominciato venerdì scorso quando il ragazzino, che è un allievo della scuola media Carducci di Pescara, si è rotto il dito medio della mano destra mentre giocava a basket. Durante la notte, tra venerdi e sabato, la mano del ragazzo si è gonfiata, a causa della frattura al dito, provocandogli un doloroso ematoma.

«Il primo pensiero è stato di portarlo all'ospedale, non dal medico di famiglia», prosegue il padre, «perché la situazione si era ulteriormente aggravata. Subito ci hanno dato il codice verde e chiesto di rimanere in attesa. Man mano che le ore trascorrevano, però, altra gente ci è passata davanti più o meno con le stesse problematiche e abbiamo educatamente rispettato le urgenze».

«Alcuni medici», continua il racconto del padre, «ci hanno detto che i bambini hanno la precedenza, ma mio figlio è riuscito a fare la lastra solo alle quattro del pomeriggio. Nella repubblica dominicana, dove sono stato in vacanza, il tempo di attesa per avere una prestazione sanitaria è di appena dieci minuti. Noi abbiamo aspettato quasi nove ore per mettere una stecca al dito. Inconcepibile. Il piccolo dovrà tenere la fasciatura una ventina di giorni, ma la farò togliere dal medico di famiglia, non costringerò mio figlio a passare un'altra giornata al Pronto soccorso».

Cinzia Cordesco

©RIPRODUZIONE RISERVATA