Alessandro Angelucci

Pescara ricorda Angelucci: «I suoi libri per la città» 

Oggi al Mediamuseum una giornata in memoria dello storico della d’Annunzio. Ci saranno anche gli studiosi di fama nazionale Cardini e Musarra

PESCARA. Un anno è passato e Pescara non ha dimenticato Alessandro Angelucci, il genio della storia medievale morto durante un’escursione in Turchia il 30 maggio del 2016 a causa di una caduta in un dirupo. Oggi sarà il giorno del ricordo di Angelucci con una giornata di studi, dalle 17,30 al Mediamuseum. Un luogo che Alessandro amava e, nel museo dedicato al cinema e alla cultura, ci saranno gli amici di sempre, storici di fama nazionale e amministratori.
Era uno storico senza tempo Alessandro: un ragazzo di 34 anni che divorava libri in una notte senza dormire. E non è una frase fatta: la sua stanza, nella casa di viale Kennedy in cui viveva insieme alla madre Angela, era ed è ancora piena di libri. Libri ovunque, forse 4 mila. Anche se, su quegli scaffali, manca un volume che Alessandro non ha fatto in tempo a scrivere: prima di morire per quella scivolata maledetta su un sentiero, Angelucci stava lavorando a un testo sui vespri siciliani. Lui era accademia, con un curriculum lungo 8 pagine solo per sottolineare le esperienze più importanti, e goliardia, come ricordano i suoi amici: uno che parlava con i grandi della cultura come Luciano Canfora, Umberto Eco e Franco Cardini e indossava con la stessa disinvoltura i panni di Pescarina, la mascotte dei Giochi del Mediterraneo in Spiaggia. E oggi, tra i relatori ci saranno proprio Cardini, storico e già ordinario di storia medievale all’università di Firenze, e Antonio Musarra, compagno di studi di Alessandro durante il dottorato all’università di San Marino. All’incontro, moderato dall’amico docente e consigliere comunale del Pd Marco Presutti, ci saranno anche l’assessore alla Cultura Giovanni Di Iacovo, Federica D’Amato, Chiara Frugoni, Angelica Montanari, Filippo Montefusco, Enrico Santangelo e Alessandro Vanoli. Durante l’incontro, organizzato dalla fondazione Edoardo Tiboni, dall’Istituto nazionale di studi crociani e dall’associazione Citylights, ci sarà anche il concerto finale degli amici del master in Teatro e Musica dell’università d’Annunzio con Luca Dragani (flauto dolce), Stefania Salladini (voce), Nicola Di Nardo (pianoforte) e Marco Iezzi (tenore). «Al di là del doveroso ricordo all’amico», dice Presutti, «ci teniamo a valorizzare il suo apporto di studioso: Alessandro era una persona vivace, un fervido appassionato del sapere che con metodo sicuro e inesauribile curiosità indagava incessantemente, insofferente anche delle angustie disciplinari e accademiche. Franco, generoso e diretto, non mancava a volte di mostrare un’energia, talora spiazzante, ma sempre espressiva dell’autenticità che era la fonte della sua battaglia per le idee e per la conoscenza. Alessandro non era solo una bella persona, era una persona che ha lavorato tanto e stava già lasciando un segno nei suoi studi storici. La nostra intenzione è dare seguito a questa giornata scientifica: è un modo per portare avanti il testimone di Alessandro. E l’incontro di oggi sarà l’occasione per una prima ricognizione del fondo bibliotecario Alessandro Angelucci costituito dai libri di Alessandro che la sua famiglia ha affidato alla fondazione Tiboni perché possano essere consultati dagli studiosi e in particolare dai giovani. Le opere, di storia, narrativa e filosofia, sono in corso di catalogazione».
La storia di Alessandro è quella di una passione incredibile per lo studio: laureato in Storia medievale a Bologna in tre anni e mezzo, nello stesso periodo, ha frequentato anche la Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica, poi, il dottorato di ricerca all’università di San Marino con i grandi della storiografia come il relatore della sua tesi, David Abulafia dell’università di Cambridge. Ma Angelucci aveva anche la passione per i viaggi, soprattutto verso la Turchia, culla della storia bizantina. Durante uno di questi viaggi, un progetto di istruzione Erasmus-Plus, ha perso la vita: Alessandro era alla guida di 4 ragazzi di Viterbo che stavano partecipando a un’escursione nel distretto di Karasu, a 200 chilometri da Istanbul, è passato in un torrente, poi con le stesse scarpe bagnate ha percorso un sentiero ed è precipitato.