l'ordinanza

Pista ciclabile, il Tar sospende la delibera del Comune

I giudici accolgono il ricorso della ditta SoGet contro la realizzazione dell'opera prevista nel Piano Particolareggiato di Fontanelle. Il titolare: "La Giustizia ha riconosciuto i nostri diritti: non avevo dubbi"

PESCARA. I giudici del Tribunale amministrativo di Pescara hanno accolto il ricorso della ditta SoGet di Gabriele Liberatore e Annamaria Natale ordinando la sospensione della delibera n. 109 del 3 agosto 2015 con la quale il consiglio comunale di Pescara ha approvato il Piano Particolareggiato di rigenerazione di Fontanelle, che prevede l'occupazione d'urgenza di aree di proprietà della SoGet per la realizzazione di una pista ciclabile.

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Difesi dagli avvocati Giulio Cerceo e Laura Di Tillio, i proprietari dell'azienda che si occupa di lavaggio, manutenzione e ricovero autoarticolati - e che rischiano di dover chiudere l'attività a causa dell'attraversamento della pista ciclabile che taglia a metà la loro proprietà, senza dare più possibilità ai mezzi pesanti di muoversi - hanno dapprima presentato le osservazioni al Piano approvato dal Consiglio comunale, dopodiché, vista la sordità dell'ente, si sono rivolti ai giudici del Tar Abruzzo. "Considerato che, ad un primo esame, tipico della presente fase cautelare, l’Amministrazione non appare aver tenuto conto di tutte le ragioni esposte dalla parte ricorrente", scrive nell'ordinanza il presidente del Tar Abruzzo Michele Eliantonio "anche con le osservazioni al piano particolareggiato; ed in particolare, non appare aver valutato la possibilità di scegliere un tracciato, peraltro già non rettilineo, tale da minimizzare il pregiudizio per la parte ricorrente, in ossequio al principio di proporzionalità e minimo mezzo, che occorre rispettare soprattutto nelle scelte di tipo urbanistico che conducono a vicende ablatorie, accoglie l'istanza cautelare ai fini del riesame". Soddisfatto Gabriele Liberatore: "Non avevo dubbi che la Giustizia avrebbe riconosciuto i nostri diritti. Nessuno si può permettere di calpestare la dignità dei cittadini". Ordinanza sospesa dunque, con la speranza che nel frattempo il Comune riveda i suoi progetti di pista ciclabile, evitando costosi ricorsi alla cittadinanza e notti insonni a decine di lavoratori.