Prostituzione al night, quattro arresti

Le ragazze straniere che lavoravano al Colosseo erano costrette ad avere rapporti a pagamento con i clienti

POPOLI. Dietro le porte del night club Colosseo di Popoli si nascondeva un locale a luci rosse, dove le ragazze di sala erano costrette ad intrattenersi in privato con i clienti e ad avere rapporti sessuali a pagamento con loro. Gli incassi di queste prestazioni extra venivano riscossi dai proprietari e gestori del locale e dagli uomini di fiducia, che ieri sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Popoli, mentre il night è finito sotto sequestro.

Gli arresti. Agli arresti domiciliari sono finiti tre componenti della stessa famiglia, e cioè i fratelli Ovidio e Claudio Cafarelli, 58 e 59 anni, residenti a Popoli e Sulmona, il figlio di Ovidio, Camillo, 23 anni, residente a Popoli, e Paolo Giachino, 64 anni, residente a Luco dei Marsi. Sono accusati di aver messo in piedi un'associazione a delinquere finalizzata all'induzione, al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, violando le norme che disciplinano l'immigrazione e la permanenza degli stranieri in Italia. Per definire ruolo e responsabilità di ciascuno i militari dell'Arma, coordinati dal capitano Pasquale Del Giudice, hanno tenuto d'occhio il night per mesi, da agosto a dicembre 2011, e ieri hanno eseguito le misure cautelari del gip Luca De Ninis (il pm è Silvia Santoro).

Le indagini. Tutto è cominciato il 7 agosto dello scorso anno quando i carabinieri hanno soccorso una giovane lituana che lavorava al Colosseo. Era stata assunta come figurante di sala ma ha ammesso che c'era ben altro, raccontando di essere stata vittima di un'aggressione da parte di Ovidio Cafarelli, uno dei soci dell'attività. L'uomo pretendeva un rapporto sessuale a tre: lui, lei e un cliente. Avendo rifiutato la giovane sarebbe stata minacciata di essere buttata fuori, dopodiché Cafarelli l'avrebbe seguita in bagno e picchiata con una gruccia per abiti.

Il suo racconto, che è quello di una donna bisognosa di lavorare per mantenere il figlio di 15 anni che vive in Lituania, ha aperto uno squarcio su quanto accadeva nel night per cui i carabinieri hanno deciso di andare a fondo, dopo aver già chiuso un altro locale, il Pedra, per un’inchiesta dai contorni simili.

Prestazioni e tariffe. Una volta varcata la porta del Colosseo i clienti avevano la possibilità di scegliere il tipo di serata da trascorrere con le ragazze, tutte dell'Est Europa. C'era una sorta di tariffario non scritto a seconda delle prestazioni, almeno stando a quanto hanno appurato i carabinieri ascoltando clienti e straniere. Le giovani donne, minacciate dagli indagati di essere licenziate o non pagate, dovevano intrattenere gli uomini facendosi toccare, accarezzare e baciare accettando anche di avere rapporti sessuali con loro, dentro e fuori il night.

La prestazione base consisteva nella consumazione di una bevanda in compagnia dell'avventore di turno: 15 o 20 minuti da trascorrere insieme per effusioni e anche qualcosa di più, al prezzo di 15 euro. Pagando 50 euro ogni 15 minuti, però, ci si anche poteva appartare in un privé del Colosseo.

Lì si svolgevano, riferiscono i militari, spogliarelli e spettacolini di lap dance, e pare si arrivasse anche alla consumazione di rapporti sessuali. C'era infine la possibilità di condurre le ragazze fuori da lì, a cena, a casa, in hotel o in auto, sempre con l'obiettivo di avere un rapporto. In questo caso, però, la somma da pagare era molto più elevata e si arrivava a 250 euro. Solo una parte di questi soldi finiva alle ragazze, mentre il resto andava agli organizzatori delle serate, che promettevano un fisso di 50 o 60 euro a notte ma non sempre rispettavano l'impegno.

L'autonomia delle straniere era limitatissima perché erano tenute costantemente sotto controllo, perfino prelevate a casa, e a quanto pare alcune hanno dovuto subire una sorta di selezione sessuale. Ovidio Cafarelli, ritenuto il dominus del gruppo, avrebbe costretto le donne ad avere dei rapporti sessuali prima dell'assunzione, per capire se erano adatte al lavoro.

I clienti. Al night club il Colosseo arrivavano clienti anche da fuori, specie da Pescara e Francavilla, e gli avventori erano giovani e meno giovani, da 20 a 75 anni, disposti a spendere Lì i risparmi di famiglia. Ora su quella porta ci sono i sigilli.

Flavia Buccilli

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