Riparte il progetto per lo stadio Ora Pescara tratta solo con Roma

Dopo un vertice al ministero, si aprono spiragli nell’operazione per realizzare il nuovo impianto Intanto il Comune presenta ricorso al Tar contro il provvedimento di diniego della Soprintendenza

PESCARA. Un vertice al ministero dei Beni architettonici rimette in gioco il progetto del nuovo stadio Adriatico Cornacchia. Progetto che sembrava ormai sepolto dopo il provvedimento, emanato due mesi fa dalla Soprintendenza regionale per vincolare integralmente la struttura e bloccare qualsiasi intervento di ammodernamento dell’impianto sportivo. In proposito, l’ufficio legale del Comune ha già ricevuto l’incarico di presentare ricorso al Tar per contestare il documento della Soprintendenza.

Ora, però, si aprono nuovi spiragli. Secondo indiscrezioni, mercoledì scorso una delegazione, composta da rappresentanti del Comune, del Pescara calcio e della Lega di B, si sarebbe recata a Roma per andare a parlare con i dirigenti del ministero dei Beni architettonici del problema dello stadio. La delegazione, guidata dall’assessore allo sport Giuliano Diodati, sarebbe stata ricevuta dal direttore generale Francesco Scoppola. Il dirigente avrebbe suggerito una rivisitazione del progetto presentato dal Pescara calcio e dalla Lega di B, indicando alcune correzioni. Tra queste, la salvaguardia dei cavalletti dell’architetto Luigi Piccinato che reggono la tribuna sopraelevata; la pista di atletica, che nel progetto viene cancellata per realizzare un nuovo campo di calcio conforme ai più moderni standard internazionali, denominati Uefa Euro 4.

Su quest’ultimo punto, però, ci sarebbero delle resistenze, perché la società del Pescara calcio si è impegnata a realizzare una nuova pista di atletica lontana dallo stadio. È stata già individuata un’area nelle vicinanze del carcere, a San Donato. Insomma, Pescara avrebbe aperto una trattativa direttamente con il ministero dei Beni architettonici pur considerando le prescrizioni avanzate dall’organo regionale del ministero, guidato dalla Soprintendente ai Beni architettonici Maria Giulia Picchione.

Bisogna ricordare in proposito che, il 19 novembre scorso, la Commissione regionale per il patrimonio culturale dell’Abruzzo si era espressa sullo stadio accertando «la sussistenza dell’interesse culturale particolarmente importante dell’immobile denominato stadio Adriatico Cornacchia, che rimane pertanto sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel Codice dei beni culturali».

Questa sorta di verdetto ha bloccato la realizzazione del nuovo stadio. Il progetto del Pescara calcio prevede un nuovo impianto con le tribune coperte e all’interno un ristorante, uno o più bar e alcuni negozi. All’esterno, un enorme parcheggio con circa mille posti auto. L’investimento si aggira sui 40 milioni di euro.

Intanto, l’amministrazione comunale sta agendo anche sul fronte legale per cercare di far ripartire l’operazione bloccata dalla Soprintendenza. Giovedì scorso, la giunta ha approvato una delibera con cui si autorizza l’ufficio legale dell’ente a proporre ricorso davanti al Tar contro il provvedimento della Commissione regionale per il patrimonio culturale.

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