L’Aquila è già alle prese con la crisi del gol

Rossoblù a secco negli ultimi 180’. Il ds Battisti: «E’ un anno di sofferenza, non sono preoccupato»

L’AQUILA. Le due vittorie nelle prime due giornate avevano illuso. In due settimane, invece, sembra essere cambiata la rotta dell’Aquila che sabato sera ad Ancona ha perso per la seconda volta consecutiva. La truppa di Perrone ha deluso soprattutto nel gioco, dimostrandosi abulica e sterile nel reparto avanzato. I numeri, d’altronde, parlano di zero gol all’attivo nelle ultime due partite. Se allarghiamo il dato a tutte e quattro le sfide da inizio stagione, i rossoblù hanno messo a segno appena tre reti, l’ultima su calcio da fermo con Bensaja ad Arezzo.

Nonostante le statistiche e le occasioni da gol che latitano, non sembra particolarmente preoccupato il direttore sportivo Alessandro Battisti. «Se L’Aquila dovesse vincere il campionato, allora sì che sarei preoccupato. Nelle ultime uscite ci è mancata soprattutto la lucidità e la determinazione nell’ultimo passaggio. Ad Ancona abbiamo avuto due-tre occasioni in contropiede che avremmo dovuto sfruttare meglio. Nel primo tempo la squadra mi è piaciuta. Poi il gol a inizio ripresa ci ha tagliato le gambe. Siamo stati poco lucidi nel reagire. Un vero peccato perché avevamo nelle corde la possibilità di pareggiare». Battisti guarda in faccia la realtà: «Non mi sono esaltato dopo le prime due vittorie, non mi deprimo ora. Sapevamo benissimo che sarebbe stato un anno di sofferenze e siamo pronti a soffrire e a rimboccarci subito le maniche per provare a ripartire già dalla prossima partita. Il campionato sarà lungo e faticoso. Dobbiamo trovare i nostri equilibri senza farci prendere dallo sconforto e dalla fretta». Intanto, tra le poche note positive della serata di Ancona, c’è il centrocampista classe 1995 Cristian Stivaletta che ha ben impressionato Battisti. «Mi è sembrato uno dei più positivi. Si è disimpegnato molto bene e ha fatto buone giocate. La sostituzione a inizio ripresa? Non è ancora al 100% e all’intervallo aveva accusato i crampi. Potrà fare bene».

Cristian Stivaletta ha affermato: «Sono davvero orgoglioso delle parole di Battisti. Lo stimo sia come persona che come direttore, so quanta fiducia ha nei miei riguardi e io devo solo pensare a ricambiarlo in campo. Non ho ancora i 90’ nelle gambe ed era logico che accusassi stanchezza. Nel primo tempo abbiamo fatto di sicuro meglio che nel secondo, dispiace davvero tanto per la sconfitta». Per Stivaletta è stata comunque una serata da ricordare, la prima da titolare tra i professionisti dopo gli anni di gavetta in serie D con il San Nicolò. «Un’emozione che non so descrivere bene a parole. All’inizio ero teso. Poi, minuto dopo minuto, ho trovato il mio ritmo e mi sono sciolto».

Stadio Acquasanta. Fino a domenica 4 ottobre i tifosi aquilani potranno partecipare alla consultazione indetta dal Supporters’ Trust L’Aquila Me’ riguardo all’intitolazione dello stadio di Acquasanta che a breve (metà novembre?) ospiterà le partite e gli allenamenti. Si potrà votare recandosi con un documento d’identità al Bar Royal, all’Agenzia Goldbet (viale Corrado IV) e al Multiservice M3 di Marco Tursini oltre che via mail inviando la propria preferenza all’indirizzo aqtrust@gmail.com. Nonostante la piena attività del referendum, da indiscrezioni sembra che da tempo il Comune avesse optato per il nome “Gran Sasso d’Italia-Italo Acconcia”. In particolare, si parla di accordi già presi col figlio dell’ex allenatore di origini aquilane, Antonio Acconcia, che lavora nel centro tecnico federale di Coverciano e che si sia già adoperato per organizzare con la Figc una partita amichevole celebrativa tra L’Aquila e la Nazionale Under 20. L’ultima parola, però, sull’intitolazione, spetterà ai tifosi.

Giammarco Menga

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