L'attaccante del Pescara, Luca Monachello

PESCARA-VENEZIA/ (OGGI IN CAMPO ALLE 19)

Pillon gioca la carta Palazzi, Fiorillo al rientro tra i pali  

Il tecnico biancazzurro: «Non cambio modulo, ma voglio gente affamata» 

PESCARA. Cattivo e affamato. Bepi Pillon vuole così il suo Delfino. Niente mezze misure per l’allenatore biancazzurro, che deve far tornare a ruggire il suo Pescara (4 punti nell’ultimo mese). Dopo il ko di Verona e il turno di riposo, il Delfino stasera (ore 19) contro il Venezia, con una vittoria, ha la possibilità di tornare al terzo posto. «Forse ci siamo illusi di essere diventati bravi, invece dobbiamo tornare umili, tosti, cattivi, attenti e determinati», dice Bepi Pillon alla viglia della sfida contro i lagunari. «Voglio vedere il Pescara di qualche tempo fa, determinato, affamato e cattivo», continua il tecnico di Preganziol.
Contro la squadra di Walter Zenga qualcosa cambierà negli interpreti, ma non nel sistema di gioco, nonostante i “consigli” del presidente Sebastiani («Serve un piano B»). «L'opinione del presidente la rispetto. Faccio l'allenatore e faccio delle scelte, poi rispetto la sua opinione e anche quella della stampa. La critica costruttiva fa sempre bene. Il mio è un lavoro che espone alle critiche, è normale e le accetto. Cerco di fare il mio lavoro nel miglior modo possibile e di non farmi distrarre». Sulla formazione non vuole dare spiegazioni. «Non voglio dare indicazioni o vantaggi, ogni volta mi espongo e poi gli altri ci studiano. Voglio fare come gli altri allenatori e non voglio dire nulla sulla formazione. Non cambio modulo. Posso dire che Melegoni e Kanoutè sono recuperati».
La sosta, dunque, è servita. «Sì, perché ci ha permesso di lavorare sui nostri errori e su quello che dobbiamo migliorare perché stiamo concedendo troppo. Fiorillo? Ci sarà».
La novità, però, potrebbe esserci a centrocampo con la possibile esclusione di Machin e l’inserimento di Palazzi nel ruolo di mezzala sinistra. «Ci sto pensando», si è sfatto sfuggire Pillon, il quale, però, non condivide le tante critiche piovute sul suo centrocampo titolare (Memushaj, Brugman e Machin), leggero e un po’ “indisciplinato” «Il nostro centrocampo viene molto criticato, ma noi all'inizio abbiamo fatto tanti punti con questo centrocampo. Non siamo stati compatti, è vero, ma questo è un altro discorso. Quando lo siamo stati, abbiamo fatto delle grandi prestazioni. Oggi si vede questo lato oscuro perché non abbiamo lavorato in un certo modo. La fase difensiva deve essere svolta da tutta la squadra. Dobbiamo lavorare per supportare il nostro centrocampo. È una questione di compattezza, non di uomini. Calo fisico? No, non è un problema che vedo. Quando sei lungo è una questione di testa, perché se sei corto corri pochi metri, se sei lungo ne fai il doppio e quindi ti stanchi».
Cosa che Pillon non vuole vedere contro il Venezia. «È una squadra che con Zenga ha cambiato marcia. È una squadra propositiva che ha fatto una grande rincorsa. Sono esperti, ci sono giocatori di categoria che sanno leggere i momenti della partita».
L’ultima sul mercato. «Non ci saranno stravolgimenti, non ha senso. Ho parlato la società e ho detto cosa penso». E dovrà fare i conti anche con le situazioni di alcuni giocatori lasciati fuori negli ultimi tempi, come Del Sole e Crecco. «Ho grande considerazione di Del Sole e Crecco. Del Sole, tranne nelle ultime due gare, è stato sempre utilizzato», ha detto Pillon, prima di parlare della possibile cessione di Machin. «Se un giocatore viene richiesto in serie A, deve andare. Non mi lego a nessuno, perché è sbagliato. Non penso che andrà via, ma eventualmente non ci sarebbero problemi perché quando ti leghi a un giocatore sbagli, lo so per esperienza».
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