Luca Valzania saluta il pubblico alla partita Pescara-Ternana (foto Giampiero Lattanzio)

Pescara

Valzania: «Io, goleador per caso. Ora la sfida del cuore» 

Il giovane centrocampista dopo la doppietta alla Ternana venerdì sarà il grande ex: «Andavo in curva a vedere il Cesena, giocherò contro la mia gente» 

PESCARA. La Romagna nelle vene, Pescara nel presente e l’Inghilterra, chissà, in futuro... Venerdì sera il suo cuore sarà diviso a metà, come la passione per la piadina e gli arrosticini. Luca Valzania è nato a pochi passi dallo stadio “Manuzzi”. Romagnolo doc, cesenate da generazioni, ma venerdì per 90’ sarà “nemico” della sua città. Il 21enne centrocampista del Pescara è diventato l’uomo copertina e, soprattutto, un jolly prezioso per Zeman.
Valzania con la doppietta rifilata alla Ternana è diventato l’uomo del momento.
«È stato davvero stupendo, non riesco ancora crederci. La prima doppietta in carriera non si dimentica».
Che cosa ha pensato prima di quel tiro che ha portato al 3-3 a pochi secondi dalla fine?
«Ho guardato il portiere, ho tirato e mi sono detto “come va, va”. Ed è andata benissimo, ho ascoltato il mio istinto e ho avuto ragione. Quasi non ci credevo; poi, però, ho sentito il boato del pubblico, e ho capito che era tutto vero».
Il dopopartita com’è stato?
«Avrei preferito vincere, però almeno abbiamo evitato la beffa. Dopo la partita sono stato inondato di messaggi, ne ho ricevuti almeno una quarantina».
Zeman ha parlato molto bene di lei.
«Ne sono felice. Tecnicamente non sono Brugman, ma non mollo e voglio migliorare giorno per giorno».
A chi ha dedicato i due gol?
«Alla mia ragazza e alla famiglia. Specie a mio padre, che mi ha fatto scoprire il mondo del calcio».

Valzania si prepara per Cesena-Pescara: "Un gol alla mia città? Io ci provo"
Intervista esclusiva a Luca Valzania, il centrocampista del Pescara che sabato scorso ha realizzato due reti alla Ternana. In vista della trasferta del Delfino a Cesena (sua città natale), Valzania si dice pronto a segnare ancora: "Un gol al mio Cesena? Io ci provo". Sul Centro in edicola martedì 5 dicembre due pagine dedicate al giovane attaccante biancazzurro. (video e intervista di Luigi Di Marzio)

Il calcio lo ha scoperto grazie al Cesena, squadra della sua città. Vero?
«Sì, è proprio così. Mio padre mi portava allo stadio. Ho vissuto gli anni belli del Cesena, quelli delle promozioni dalla C alla B, fino alla serie A. I miei idoli erano Pestrin e Salvetti. Sono andato anche in curva, poi da giocatore del Cesena, parlo del settore giovanile, ho seguito da molto più vicino».
Un cesenate, cresciuto nel Cesena, che torna al Manuzzi da ex. Per lei quella di venerdì non sarà una gara come le altre.
«Esatto, l’emozione è tanta perché torno a casa e giocherò davanti alla mia gente».
Se dovesse segnare, esulterebbe?
«Non lo so, deciderò al momento. Cesena è la mia città, ma ora gioco con la maglia del Pescara…».
Piadina o arrosticini?
«Piadina, sono di parte, anche se gli arrosticini li sto apprezzando tantissimo. Si potrebbe abbinare una piadina farcita con gli arrosticini».
La passione per il calcio quando e come nasce?
«Diciamo che ho iniziato a dedicare tutto il mio tempo al calcio intorno ai 10 anni. Prima nuotavo ed ero anche molto bravo, a tal punto che volevano lanciarmi nel nuoto agonistico. Poi, però, pensandoci bene, ho scelto il calcio e ho avuto ragione».
Il suo sogno da bambino?
«Giocare in Premier League».
Le piacerebbe?
«Un giorno, perché no? Mi piace tanto il calcio inglese, sono tifoso del Liverpool e il mio idolo è sempre stato Steven Gerrard. Ho studiato l’inglese e sto continuando a studiare proprio perché un giorno mi piacerebbe fare esperienza in Inghilterra».
A casa sua, a Cesena, ha messo in bacheca le due maglie con le quali ha fatto l’esordio in A e in B.
«Sì, sono appese in camera ma adesso metto anche quella della doppietta. La maglia del Pescara deve essere conservata».
Oltre a quella che ha indossato con la Ternana, aggiungerà quella di una promozione, magari con il Delfino?
«Sarebbe bello, però adesso dobbiamo guardare al presente e dobbiamo tirarci fuori da questa situazione. Possiamo tornare in alto e scalare la classifica, ma tutto dipende da noi. Io sono arrivato qui per giocare con una certa continuità e, soprattutto, per alzare l’asticella dopo l’annata trascorsa a Cittadella».
Da Bisoli a Zeman, passando per Di Carlo e Venturato. Che cosa ricorda di questi allenatori?
«Bisoli è quello che ha mi ha fatto esordire tra i professionisti, Di Carlo colui che ha creduto in me anche in serie A e Venturato mi ha fatto crescere tanto. Tutti mi hanno dato moltissimo».
E Zeman?
«A volte interpretare il suo calcio può sembrare difficile, ma vi dico che è un maestro. Anche fisicamente è diverso lavorare con lui. La sua preparazione è dura, ma i tempi di recupero dopo le partite sono molto più ridotti rispetto ad altri allenatori».
Il periodo che state attraversando non è dei migliori.
«Siamo tutti con Zeman. E’ una grande stupidaggine pensare che la squadra o qualcuno giochi contro l’allenatore. Se così fosse, ci rimetterebbero in primis i calciatori…».
Lei a Cesena ha giocato con Cascione, uno degli ex insieme Kone. Che cosa le ha detto di Zeman e del Pescara?
«Ci siamo visti diverse volte, l’ultima qualche settimana fa, dopo la gara con il Palermo. Emmanuel mi ha raccontato del legame con Pescara e mi ha dato tanti consigli in merito al calcio di Zeman. Mi ha detto di seguirlo alla lettera, perché con lui, alla lunga, i risultati arrivano».
Venerdì al Manuzzi avrà tanti tifosi tra amici e parenti?
«Non è proprio così (ride, ndr). Ci saranno tutti allo stadio, dai miei genitori a mio fratello, alla mia ragazza e tutti gli amici. Tuttavia, l’unico che farà il tifo per me sarà mio nipote. Sugli altri non faccio affidamento».
Fuori dal calcio che cosa le piace fare?
«Non ho tanti hobby. Mi piace molto seguire le serie tv, adoro il basket Nba e la Motogp. Valentino Rossi, non a caso, è il mio sportivo preferito».
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