Attentato di Silvi, chiesta perizia balistica 

Al via il processo ai due accusati del tentato omicidio del direttore della Motorizzazione di Chieti

SILVI. Superata la mole di eccezioni preliminari che, da tradizione, caratterizza tutto quello che precede un dibattimento, si è aperto nel tardo pomeriggio di ieri il processo per il tentato omicidio del direttore della motorizzazione civile di Chieti Mario Nino Presutti. Due gli imputati: il 36enne di Silvi Doriano Mancinelli, ritenuto l'esecutore materiale dell'attentato (difeso dall’avvocato Gennaro Lettieri), e il presunto mandante, un pentito della ’ndragheta oggi collaboratore di giustizia e sulla cui identità viene mantenuto il riserbo (assistito dagli avvocati Luigi Li Gotti e Giuseppe Cichella). Presutti si è costituito parte civile rappresentato dall’avvocato Marco Femminella. I difensori del collaboratore di giustizia hanno chiesto una perizia balistica e su questo il collegio presieduto da Sergio Umbriano (a latere Lorenzo Prudenzano e Carla Fazzini) si è riservato. Si torna in aula il 4 aprile.
L'agguato avvenne alle 7.40 dell'8 giugno del 2016. Quella mattina Presutti, direttore della Motorizzazione di Chieti, originario dell'Aquila e residente a Silvi, uscì come sempre dalla sua abitazione di Silvi, salì sulla sua Toyota e si diresse verso la statale 16. Quel giorno percorse meno di 500 metri: uno Scarabeo 125 rubato a Pescara con in sella un uomo con un casco integrale si affiancò all'auto, dalla parte del guidatore. L'uomo tirò fuori una pistola, probabilmente un'automatica calibro 9, ed esplose un colpo. Il proiettile, fortunatamente, non raggiunse Presutti: si conficcò nella carrozzeria. Le indagini non hanno fatto emergere nessun movente. Ha scritto a questo proposito il gip Roberto Veneziano nell’ordinanza: «Di certo le indagini fino a questo momento compiute con encomiabile linearità ed indubbia professionalità dai carabinieri operanti non sono state in grado di delineare un movente, ossia la ragione che ha innescato, nella prefigurazione deviata dei due correi, il complesso iter organizzativo che avrebbe dovuto concludersi con l’uccisione del Presutti, cui eventualmente i due addebitano qualche comportamento, nell’ambito della sua attività professionale di direttore della motorizzazione civile di Chieti, interpretato come un insuperabile ostacolo al perseguimento di considerevoli utilità di eminentemente natura economico». (d.p.)
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