Giulianova, il giudice: «In carcere lo stalker con l'arsenale in casa»

Accolta la richiesta della Procura: anche se ha 70 anni per lui occorrono eccezionali esigenze cautelari. Revocati gli arresti domiciliari, il pensionato finisce a Castrogno

GIULIANOVA. Lo stalker con la pistola, quello preso con l’arma carica sotto casa della donna che gli ha detto no, va in carcere. Il gip Domnico Canosa accoglie la richiesta di inasprimento fatta dalla Procura (pm Stefano Giovagnoni) : «E’ pericoloso, ci sono eccezionali esigenze cautelari». Così ieri pomeriggio l’uomo ha lasciato l’abitazione di Giulianova dove era agli arresti domiciliari per entrare nel carcere di Castrogno. Anche se ha 70 anni, perchè – come di recente stabilito dalla sesta sezione penale della Cassazione che si è espressa sulla detenzione in carcere per gli ultra70enni – il carcere ci può stare laddove sussistano elementi di pericolosità «con il giudice tenuto a dar conto dell’esistenza di esigenze cautelari di intensità così elevata e straordinaria da rendere in concreto inadeguata ogni altra misura». E nei tempi dei femminicidi senza tregua è evidente come l’attenzione sia ai massimi livelli.
Il provvedimento è arrivato dopo l’interrogatorio di garanzia nel corso del quale l’uomo (assistito dall’avvocato Luigi Gialluca) si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’uomo è stato arrestato domenica sera dai carabinieri che lo seguivano da gennaio, da quando lei lo aveva denunciato. Probabilmente riuscendo a fermarlo prima che trasformasse le minacce in qualcosa di drammaticamente diverso. Forse un agguato, forse altro. Perchè lui ai no di quella 47enne incontrata per caso qualche tempo fa non si era mai rassegnato. A tal punto che negli ultimi due anni aveva iniziato a mandarle lettere minatorie e soprattutto a lasciarle cartucce da caccia calibro 12 sull’auto, davanti casa o ad inviarle il tutto per posta. Il tutto confezionando i messaggi con ritagli di giornali, facendole telefonate nel cuore della notte dopo aver nascosto il numero. Spaventandola a tal punto che a gennaio lei si è presentata dai carabinieri per raccontare e denunciare. «Ho paura», ha detto la donna, «c’è qualcuno che mi segue, mi minaccia, mi lascia cartucce sotto casa». E quando i militari le hanno chiesto chi potesse volerle male, chi avesse dei motivi per perseguitarla, lei ha indicato quel commerciante a cui aveva detto no, quella presenza inquietante che spesso vedeva circolare intorno alla sua abitazione, vicino al posto di lavoro, al supermercato, per strada. Una richiesta d’aiuto che non è caduta nel vuoto perchè le indagini si sono concentrate sull’uomo con i militari che hanno cominciato a seguirlo, a controllare i suoi spostamenti, a verificare le accuse della donna. Che, evidentemente, si sono rivelate sempre più fondate. Fino all’epilogo di domenica sera, quando l’auto con il commerciante è stata notata davanti all’abitazione della donna. (d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.