GIULIANOVA-ROSETO

Scontro fra treni sfiorato, in sei a giudizio 

Citazione diretta per dipendenti di Rete ferroviaria. L’accusa: ignorate le regole per la corretta verniciatura dei binari

TERAMO. Nell’Italia dei tanti disastri ferroviari è una tragedia fortunatamente solo sfiorata quella che approda in un’aula di tribunale. Perchè a quattro mesi dalla chiusura dell’inchiesta, il pubblico ministero Stefano Giovagnoni ha mandato a processo sei dipendenti di Rete Ferroviaria Italiana per l'incidente sfiorato sulla tratta Giulianova-Roseto il 7 luglio 2017. Quel giorno un treno merci, proveniente dalla Francia e diretto a Fossacesia, rischiò di scontrarsi con un treno regionale proveniente da Rimini e diretto a Foggia. Scontro evitato solo grazie al fatto che uno dei due macchinisti riuscì all'ultimo momento ad azionare i freni d'emergenza.
Nei confronti dei sei il pm, che ha firmato una citazione diretta a giudizio, ipotizza l’articolo 450 del codice penale ovvero «chiunque con la propria azione di omissione colposa fa sorgere o persistere il reato di pericolo di un disastro ferroviario».Secondo la ricostruzione, i convogli a un certo punto si erano trovati a transitare sullo stesso binario. E la collisione fu evitata grazie alla prontezza di riflessi del macchinista del treno merci che riuscì ad azionare i freni d'emergenza. Il fascicolo della Procura è stato aperto al termine delle indagini svolte dalla polizia ferroviaria del compartimento di Ancona, che avrebbero evidenziato come i due treni si erano ritrovati sullo stesso binario a causa di un malfunzionamento del sistema di sicurezza causato da una non conforme verniciatura dei binari stessi. Tale verniciatura avrebbe provocato un'interferenza che non avrebbe permesso al treno merci di rilevare la presenza del regionale su quello stesso binario. Il pm contesta ai sei la violazione delle norme d’uso riguardanti «la procedura di utilizzo del prototipo impianto verniciatura rotaie in cui si raccomandava», si legge a questo proposito nell’avviso di conclusione, «che nel procedere alla verniciatura dei binari con la motopompa dovevano effettuare una prima verifica di orientamento degli ugelli, la direzione di irrorazione deve essere rivolta verso il basso e deve essere sempre evitata l’irrorazione del piano di rotolamento della rotaia dovendo la verniciatura riguardare esclusivamente la suola, il gambo e il fianco del fungo». Secondo la Procura, invece, la verniciatura sarebbe avvenuta «con modalità non conformi alla disposizione atteso che la verniciatura interessa anche il piano di rotolamento creando una interferenza con il sistema di sicurezza della rete ferroviaria. In particolare la vernice dopo essersi depositata si induriva e formava una patina tra ruota e fungo e impediva il regolare funzionamento del citato sistema di sicurezza».
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