Teramo, i cuccioli liberati dalla gabbia-lager

Sette piccoli esemplari di pastore abruzzese chiusi dietro le sbarre e affamati: scatta la denuncia per il proprietario

MOSCIANO. Stipati in sette in una gabbia, denutriti, ridotti allo stremo delle forze: sette cuccioli di pastore abruzzese sono stati liberati dai carabinieri di Mosciano, dai militari della sezione di polizia giudiziaria della procura e dal personale del servizio veterinario della Asl al termine di un blitz disposto dal sostituto procuratore Bruno Auriemma.

E’ avvenuto ieri mattina alla periferia di Mosciano Sant’Angelo nell’azienda agricola di proprietà di un allevatore di bestiame che è stato denunciato per maltrattamenti d’animali. I cuccioli sono stati sequestrati e affidati al servizio veterinario per essere curati e sfamati. Secondo gli esperti sono tutti in pessime condizioni di salute e, in particolare, uno è in condizioni gravi.

Il blitz è scattato in seguito ad alcune indagini fatte nei giorni scorsi, in particolare alcuni appostamenti con tanto di fotografie che hanno testimoniato le condizioni in cui venivano tenuti gli animali segregati in una piccola gabbia tra escrementi e tanta indifferenza. Poco cibo da dividersi in sette in una gabbia di appena qualche metro quadrato. Le indagini del magistrato ora dovranno far chiarezza sulla provenienza degli animali e capire se fossero destinati alla vendita.

Ma l’attenzione si concentra soprattutto sulla provenienza degli animali: l’obiettivo è quello di accertare eventuali canali illeciti usati per un traffico di animali. Per ora l’unica certezza è le condizioni in cui sono stati trovati i cuccioli: all’interno di una piccola gabbia, denutriti, costretti a muoversi tra gli escrementi.

Va detto che le pene per chi maltratta gli animali sono state notevolmente inasprite, soprattutto dopo che solo qualche anno fa l’Italia ha ratificato la Convenzione Ue sul maltrattamento degli animali. All’articolo 544 bis del codice penale (uccisione) la previsione della reclusione passa da tre mesi a diciotto mesi a da quattro mesi a due anni. All’articolo 544 ter del codice penale (maltrattamento) la previsione della pena passa da tre mesi a un anno di reclusione o con la multa da 3.000 a 15.000 euro a da tre a diciotto mesi di reclusione o con la multa da 5.000 a 30.000 euro (articolo 3 comma 1 lettera b della nuova legge). Un inasprimento da tempo chiesto dalle tante associazioni animaliste che ormai da anni si battono per la tutela degli animali e contro ogni tipo di maltrattamenti, a cominciare da quelli che molto spesso vengono consumati proprio nelle strutture deputate ad ospitare animali abbandonati.

Va detto che negli ultimi anni sono notevolmente aumentati i controlli che periodicamente vengono fatti proprio per verificare il rispetto delle regole che sanciscono la custodia degli animali.(d.p.)

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