ROMA

Rassegne stampa pirata, svolta dell'inchiesta: indagato manager

Violazione della legge sul copyright nell'editoria cartacea e web: quotidiani scaricati in pdf a ministeri Presidenza della Repubblica, Senato, Camera, Csm, Banca d’Italia, Agenzia delle entrate, polizia, carabinieri e Rai. La campagna antipirateria del Centro

ROMA. Attenzione al rilascio delle rassegne stampa sia in versione cartacea, sia online. E' il "messaggio" che arriva dal nuovo passo in avanti fatto dall'inchiesta della Procura di Roma sulla pirateria nell'editoria, e quindi sulla violazione della legge del copyright (diritto d'autore).

Come riporta il Corriere della Sera, la Procura ha indagato per Violazione del diritto d’autore il presidente del Consiglio di amministrazione di “Data Stampa”, società che vende la rassegna stampa quotidiana per clienti privati e istituzionali, Massimo Scambelluri. L'inchiesta aveva preso avvio dalla denuncia di alcuni quotidiani che lamentavano di non aver mai dato il consenso e dunque senza aver concesso la licenza di utilizzo, vendita e diffusione dei contenuti protetti da copyright.

Sull'osservanza della legge sul copyright è sceso in campo anche Il Centro spa con una campagna anti-pirateria accompagnata dalla diffida alla diffussione illegale di articoli cartacei e online. Ogni giorno sul quotidiano appare un logo con il quale si vuole mettere in guardia dalla pubblicazione di articoli e video protetti dal copyright, a tutela della professione giornalistica. 

leggi anche: Stop alla pirateria, diffida del Centro Spa Comunicazione dell'editore sul diritto d'autore e le violazioni del copyright

Il Corriere sostiene che la Guardia di finanza ha verificato come la società ogni giorno offrisse ai propri clienti 21 quotidiani, italiani e internazionali, consentendo l’accesso con l’utilizzo di password rilasciate dalla stessa “Data Stampa” sia alla versione cartacea, sia facendo scaricare le pagine in formato pdf. E sul sito della società è specificato che fra i clienti ci sono la Presidenza della Repubblica, il Senato e la Camera, il Csm, la Banca d’Italia, l’Agenzia delle entrate, la polizia di Stato, il ministero dell’Interno, l’Arma e la Rai. Istituzione che pagano un abbonamento all’azienda ed è proprio questo ad aver convinto alcuni gruppi editoriali e testate - fra i quali La Stampa, la Repubblica e il Messaggero - a presentare la denuncia. Da rilevare che Data Stampa ha anche un contenzioso civile con la Fieg, la federazione editori di giornali, proprio per le rassegne stampa.