Balconi crollati, salta l’udienza e si avvicina il colpo di spugna 

Le omissioni delle notifiche obbligano il giudice per le udienze preliminari a rinviare la discussione Le parti riconvocate a febbraio 2020 a 6 anni dai fatti. Prescrizione inevitabile per diversi reati

L’AQUILA. A ottobre del 2014 iniziarono le indagini sullo scandalo dei balconi marci negli edifici del Progetto Case. La Procura si mosse dopo il crollo di un balcone nel complesso antisismico a Cese di Preturo dove, solo per una serie di circostanze fortunate, non ci furono vittime.
Ieri è di nuovo saltata l’udienza preliminare per i 29 imputati. Che è stata aggiornata al 5 febbraio del 2020 a ben sei anni dai fatti. Questo vuol dire che alcuni reati importanti come il falso, alcune omissioni e la presunta truffa contestata sono di fatto in prescrizione; ed è davvero difficile ipotizzare che anche un solo reato di quelli i più gravi come il crollo non naufraghi più in là nel gorghi della prescrizione visto che ci sono ancora tre gradi di giudizio tutti da fare in un procedimento di rara complessità. Ammesso che al rinvio a giudizio ci si arrivi.
L’UDIENZA. Ieri le parti sono comparse davanti al gup del tribunale Guendalina Buccella. Ma prima ancora di iniziare le schermaglie tra le parti si è verificato che vi erano almeno tre notifiche che non potevano essere sanate. Tutto da rifare, dunque, e immediato rinvio alla prima data possibile, ovvero a febbraio 2020, in modo da permettere di notificare la data d’udienza in tempo utile.
TEMPI BIBLICI. La ragione di tanti ritardi sta certamente in una serie di precedenti intoppi dovuti, per l’appunto, ad altre notifiche sbagliate, ma soprattutto in relazione al fatto che il fascicolo, su eccezione fatta da alcuni avvocati, era stato spedito al tribunale di Piacenza per competenza visto che sarebbe stato commesso lì il reato più grave, una presunta bancarotta fraudolenta, ma i giudici piacentini non hanno ritenuto di doversene occupare. Per dirimere la controversia si decise di investire della decisione la Corte di Cassazione, dove il fascicolo fu inviato dal giudice per le udienze preliminari del tribunale emiliano, per sbrogliare la matassa e indicare chi fosse competente.
La Cassazione, al termine di una lunga valutazione, ha poi deciso il ritorno degli atti all’Aquila. La trasmissione di una serie di faldoni da Piacenza al capoluogo abruzzese ha comportato tempo. Poi il fascicolo è ritornato davanti al gup dell’Aquila. Ieri, poi, l’ennesimo intoppo. Non va dimenticato anche un dettaglio che in qualche modo indica il destino beffardo del fascicolo: una delle udienze fissate a Piacenza, prima che gli atti tornassero all’Aquila, fu rinviata per indisposizione di un giudice a fronte delle 29 notifiche che, una volta tanto, erano andate tutte a buon fine.
LE ACCUSE.Nelle richieste di rinvio a giudizio, con accuse tutte da provare, ci sono anche due imputati nel processo all'ex commissione Grandi rischi, poi assolti in via definitiva. Si tratta di Mauro Dolce, responsabile unico del procedimento e Gian Michele Calvi, progettista e direttore dei lavori. A loro, come a quelli che hanno presenziato ai lavori e al collaudo, si contesta la frode nelle pubbliche forniture: balconi realizzati male e con legno di scarsa qualità. Imputati anche sei funzionari comunali per omesso controllo nella manutenzione: Mario Corridore, Mario Di Gregorio, Vittorio Fabrizi, Enrica De Paulis, Carlo Cafaggi, Marco Balassone. Tra gli imputati, per falso, anche Gaetano Manfredi, nella veste di collaudatore. Nel mirino anche la Safwood di Piacenza, visto che è imputato Markus Alois Odermatt, presidente del cda della ditta fornitrice del materiale di dubbia idoneità e i dirigenti Fabio Serena e Giampaolo Paraboschi.
Sono accusati di truffa i titolari delle imprese campane: Francesco Tuccillo, Carlo Mastrolilli De Angelis, Davide Dragone, Wolk Chitis, Carmine Guarino (direttore cantieri). A queste persone coinvolte si aggiungono collaudatori e tecnici: Paolo Emilio Pinto, Edoardo Cosenza, Paolo Zanon, Claudio Moroni, Michele D’Adamo, Luca Pagani, Emilia Aloise, Stefano Vitalini, Sergio Sabato, Dino Bonadies, Paolo Delfanti, Roberto Gandolfi.
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