Il tribunale di Pescara

PESCARA

Bancarotta per Daniele e Mario Toto, gli avvocati: "Sentenza che grida vendetta"

Fallimento Libra, l'ex deputato del Pdl condannato a 2 anni e il padre a 3 anni. I difensori pronti a fare appello

PESCARA. Si chiude con due sole condanne il processo a carico di cinque persone per fatti di bancarotta fraudolenta, collegati a tre società della famiglia Toto, “Libra srl”, “Fidelio srl” e “Argo srl”.

Le condanne riguardano Mario Toto, cui il collegio ha inflitto tre anni di reclusione, e suo figlio Daniele Toto, ex parlamentare del Pdl ed ex assessore comunale a Pescara, condannato a due anni con i doppi benefici, per una distrazione di 10 mila euro dal fallimento della Libra.

La madre dell’esponente politico, Luciana Cipressi, è stata invece assolta, mentre per la professionista Giovanna Zambrelli, incaricata di redigere la documentazione per i concordati preventivi delle società Libra e Fidelio, è stato dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione del reato, visto che i fatti risalgono a un periodo che va dal 2013 al 2015.

Il collegio ha poi disposto il non doversi procedere nei confronti del quinto imputato, l’amministratore Giovanni Di Patrizi, in quanto è venuto a mancare nel periodo tra la requisitoria della pubblica accusa e la sentenza. I giudici hanno quindi rivisto al ribasso le richieste avanzate dal pm che aveva chiesto per Mario e Daniele Toto la condanna a sei anni di reclusione.

Daniele Toto è stato assolto dall’accusa di aver distratto una Lancia Thema del valore di 25mila euro dal fallimento della società Argo (di cui era presidente del cda), mentre è stato condannato solo per aver ricevuto, in qualità di socio di maggioranza della fallita società Libra, 10mila euro. Mario Toto ha avuto invece 3 anni di reclusione, quale ex amministratore della Libra, per aver iscritto nei bilanci al 31 dicembre 2012 e in quello successivo alcuni crediti ritenuti inesistenti dall'accusa.

"E' una sentenza che grida vendetta", dicono gli avvocati difensori Pasquale Scrivo, Giovanna Mazza e Giovanni Lombardi, "sarà impugnata non appena saranno rese note le motivazioni, nella certezza di ottenere, da una semplice serena e attenta rilettura delle evidenze probatorie emerse in otto anni di processo e decine di udienze, una sua integrale e radicale riforma".

"La decisione del collegio", dicono i legali, "appare del tutto avulsa dalle risultanze probatorie: in particolare per Daniele Toto che si è visto condannare per un pagamento surrettiziamente preferenziale di 10mila euro che, per tabulas, la difesa ha dimostrato, con produzione documentale assoluto valore probatorio, essere pagamenti effettuati al fine di onorare le rate di un mutuo contratto dalla società Libra di cui lui si era reso garante".