L’Abruzzo gioca la partita delle grandi infrastrutture 

Al Comitato delle Regioni D’Alfonso rilancia il progetto delle reti Ten-T «Abbiamo 14 mesi per trasformare in cantieri il sì della programmazione Ue»

BRUXELLES. L’Abruzzo cresce e si avvicina alle regioni ricche d’Italia e d’Europa, ma per marciare ha bisogno di migliorare la qualità dei progetti presentati e le infrastrutture del territorio. Questa l’analisi di Luigi Nigri, relatore della Commissione europea protagonista, in qualità di esperto, di un incontro sui fondi comunitari diretti e indiretti nell’ambito della Settimana europea delle regioni, in corso a Bruxelles, alla quale ha partecipato il governatore Luciano D’Alfonso. Per Nigri la spinta arriva «dai settori virtuosi come l’automotive e l’industria farmaceutica». Ma c’è ancora molta strada da fare. L’Abruzzo secondo i dati Eurostat, è la prima delle regioni del Sud per Pil pro capite (87%, la media italiana è 96) ma insegue le altre del centro nord: dopo Bolzano (147%) la più ricca è la Lombardia (134%), seguita da Valle d'Aosta (132%), provincia autonoma di Trento (127%), Emilia Romagna (120%), Lazio (118%), Liguria (112%), Veneto 111%), Friuli Venezia Giulia e Toscana (107%), Piemonte (106%), Marche (93%) e Umbria (90%). La più povera è la Calabria (59%).
E dunque, per migliorare quelle che Nigri chiama «potenzialità in termini di sviluppo economico» la strada indicata dal relatore «è di sostenere investimenti di qualità, incoraggiando percorsi progettuali che non possono prescindere dalla ricerca».
«Naturalmente», aggiunge Nigri, «le potenzialità di una regione come l’Abruzzo sono legate anche alle strategie di promozione del territorio e ai collegamenti infrastrutturali. In questo, la regione è tagliata in due, con tre province che guardano la dorsale adriatica e un capoluogo che farebbe bene a sviluppare quanti più progetti possibile con Roma capitale». E proprio sul discorso dei collegamenti si è concentrato l’intervento di D’Alfonso. In particolare sull’allungamento delle reti Ten T sulla dorsale adriatica italiana della macroregione e la realizzazione della infrastruttura europea della Tirana-Dubrovnik. «Una battaglia politica», ha spiegato D’Alfonso, «per la quale due anni fa abbiamo registrato il parere favorevole del Parlamento europeo con un emendamento che permetterà uno sviluppo autostradale fino in Puglia, accompagnato dalla sperimentazione della banda larga nell’ambito di un quadro condiviso che va incontro anche agli interessi della Croazia. Eppure ci sono anche dei funzionari italiani che hanno il coraggio di dire che agisco per mio conto». Poi su Facebook ha precisato: «Abbiamo 14 mesi a cominciare da oggi, per trasformare il sì della programmazione Europea per l'allungamento della copertura delle Reti Ten T alla dorsale adriatico-jonica della nostra macroregione in una progettazione esecutiva cantierabile coinvolgente per gli Stati membri interessati e per la Commissione Europea». Ma la partita dell’Abruzzo si gioca anche sui fondi diretti, le risorse a disposizione delle società e delle aziende. La Regione ha uno sportello di riferimento a Bruxelles, coordinato da Fabiano De Leonardis, specializzato nell’intercettare e dare notizia dei bandi e delle gare d’appalto pubblicati sul portale ufficiale. In evidenza i fondi ricerca Horizon 2020 e il programma quadro “Europa creativa” che mette in campo risorse culturali per una dotazione finanziaria complessiva di circa 1 miliardo 460 milioni. Su questo versante di recente, all’Aquila, è stato aperto un ufficio di Europrogettazione.