Abruzzo: 2012 duro, scende l'occupazione

La regione resta in recessione (-2,1%), segni positivi nel prossimo anno (+0,5%)

PESCARA. La notizia buona è che nel 2013 l'Abruzzo crescerà dello 0,5%. Quella cattiva è che questa crescita sarà registrata rispetto a un Pil che nel 2012 scenderà del 2,1%: un decimale in più di quanto previsto da altri istituti, come Unioncamere. I dati sono nell'ultimo Rapporto Svimez presentato ieri a Roma si Previsioni e Mezzogiorno. Nel complesso però l'Abruzzo reagisce meglio alla crisi rispetto ad altre regioni, anche importanti, grazie soprattutto al suo export.

Spiega infatti la Svimez che in questi due anni e in particolare nel 2013 è la domanda estera «l'unica che dovrebbe registrare tassi di crescita positivi». Una circostanza «che consentirebbe soprattutto alle regioni del Nord- Ovest, Lombardia (-1,3%) e Piemonte (-1,4%) su tutte, di decrescere relativamente meno nel 2012 e avvantaggiarsi della mini ripresa del 2013 (con una crescita, rispettivamente, dello 0,7% e dello 0,4%)».

Per le regioni meridionali, sottolinea la Svimez, quelle più legate alla domanda interna e soprattutto alla domanda pubblica, «il periodo 2012-2013 si caratterizza, soprattutto nel primo anno della previsione, come significativamente più sfavorevole rispetto alla media nazionale. In un contesto pesantemente recessivo, Sardegna, Calabria e Campania dovrebbero conoscere nel 2012 una riduzione dell'attività produttiva assai pesante pari, nella prima regione, al -3,1% e al -3,2% nelle altre due».

È invece l'Abruzzo la regione meridionale «che dovrebbe mostrare una tenuta relativa migliore (-2,1%); non a caso territorio dotato di un apprezzabile base esportatrice».

Ma questo non permette alla regione di abbandonare gli ultimi vagoni del treno Italia, perché «la variazione congiunturale prevista per l'Abruzzo nel 2012», sottolinea la Svimez «è peggiore di sette decimi di punto percentuale del dato relativo all'intero Centro-Nord».

Comunque, mentre nel 2013 l'intero Mezzogiorno dovrebbero risultare poco meno che stazionario (-0,1%), l'Abruzzo risulterebbe in controtendenza, prevede la Svimez, con una variazione congiunturale di +0,5%, «in questo caso con un incremento più elevato di quello dell'intero Centro-Nord, della Basilicata (0,3%) e, infine, del Molise (0,2)».

Se il Pil può dare qualche soddisfazione all'Abruzzo non così è per l'occupazione che mentre nel 2012 viene prevista in calo per l'1,8%, mantiene anche nel 2013 il segno negativo con un ulteriore calo dell'1 per cento. Una conferma di quella "ripresa senza occupazione" che ha caratterizzato i piccoli e spesso figaci segnali di crescita registrati dal 2007 a oggi. Va detto che questo input negativo è di tutte le regioni italiane, nessuna esclusa. La Svimez lo spiega con l'«effetto lag temporale», cioè col ritardo, «tramite cui l'occupazione tende ad adeguarsi alle fluttuazioni del ciclo che, peraltro, nel 2013 dovrebbe essere poco dinamico nel Centro-Nord e stazionario nel Sud». Quello dell'occupazione, secondo Svimez, resta uno degli aspetti più critici in tutti i territori.

Svimez ha misurato anche l'effetto delle ultime manovra del governo sul Mezzogiorno. Le quattro manovre anti-crisi del 2010 e 2011 sarebbero costaste al Sud 2,08 punti di Pil. L'impatto delle politiche di austerità nel Mezzogiorno è stato più che doppio rispetto al Centro Nord (0,8 punti). Per il paese nel complesso la perdita è stata di 1,1 punti. Il peso degli interventi sull'area meridionale è dovuta soprattutto ai tagli alle spese per investimenti. Ma «se i Governi Berlusconi e Monti non fossero intervenuti con le manovre che si sono susseguite», dice Svimez, «la variazione in termini di impatto sul Pil, a causa del forte aumento dello spread tra Btp e Bund, sarebbe stata, secondo la Svimez, pari a -2,33% nel Centro Nord e -3,80% al Sud».

Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Gianni Chiodi per le indicazioni relative al 2013: «Da un lato dimostrano il lavoro virtuoso portato avanti in condizioni di grandi difficoltà e quindi questa indicazione di prospettiva premia i nostri sforzi. Dall'altro sono un segnale che ci incoraggia a fare ancora di più e meglio». Per il presidente del consiglio regionale Nazario Pagano «i dati premiano la programmazione del Governo regionale in tema di riduzione del debito pubblico e danno impulso alle iniziative assunte dal Patto per lo Sviluppo».

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