Bilanci fumosi, la Regione Abruzzo rischia il “tutti a casa”

La Corte dei Conti segnala al Governo "omissioni e ritardi" che datano dal 2013: "Comportamento che isola l’Abruzzo dalle regioni italiane". Una piccola Grecia

PESCARA. Alla fine si troverà un italico compromesso. Però la segnalazione inviata al Consiglio dei ministri dalla Corte dei Conti, sezione regionale di controllo dell’Abruzzo, presieduta da Maria Giovanna Giordano, è pesante e, in via del tutto teorica, potrebbe mettere a rischio la prosecuzione della legislatura regionale. Di cosa si tratta? I giudici contabili hanno chiesto al governo di valutare se nel comportamento della Regione riguardo ai ritardi sulla rendicontazione dei bilanci 2012, 2013 e 2014 ci siano gli estremi per applicare gli articoli 120 e 126 della Costituzione (poteri sostitutivi del governo, scioglimento del consiglio regionale e rimozione del presidente della giunta).

I giudici contabili accusano la Regione di «ritardi e omissioni» nell’approvazione dei progetti di legge sui rendiconti di bilancio 2012 e 2013, nonostante la Corte dei Conti avesse già sanzionato il 18 dicembre 2013 la Regione per la mancata redazione del rendiconto 2012, e nonostante il 15 gennaio 2015 fosse stata «stigmatizzata» la mancata redazione del rendiconto 2013.

Un comportamento omissivo che «persiste a tutt’oggi», scrivono i giudici nel documento depositato il 20 luglio scorso, dato che «non risultano pervenuti nè la bozza di rendiconto dell’esercizio 2013, nè l’esito dell’annunciato riaccertamento dei residui al 31 dicembre 2013, nè la bozza di rendiconto per l’esercizio 2014». Mentre sui documenti trasmessi «con notevole ritardo», la Corte denuncia «dubbi di irregolarità» sottolineati dai giudici con «rilevanti eccezioni e prescrizioni».

Al di là dei tecnicismi, quello che emerge dal documento, è il disallineamento della Regione rispetto alle nuove regole in tema di controlli sulle autonomie territoriali introdotte dalla legge 213 del 2012 (e infatti la Corte invita la Regione a «una rivisitazione delle norme di contabilità regionali ormai obsolete»). La legge introduce nuove modalità sull’esame dei bilanci preventivi, dei rendiconti consuntivi e introduce la parifica del rendiconto generale della Regione (una volta riservato solo al rendiconto generale dello Stato). Attraverso la parifica, la Corte dei Conti chiude il ciclo annuale di tutte le attività di controllo, è in grado di dare una valutazione dello stato di salute finanziaria della Regione ed esercita una essenziale funzione ausiliaria nei confronti del Consiglio regionale che poi dovrà approvare il rendiconto trasmesso dalla giunta.

Se salta e se ritarda tutta la tempistica prevista dalla legge, dice la Corte dei Conti, saltano i controlli, saltano le verifiche, ma salta anche l’affidabilità del bilancio preventivo, poiché «la regione poggia la sua programmazione su un avanzo presunto e non accertato in documenti formali consuntivi». È per questo che «anche la costruzione del bilancio di previsione 2015 affida gli equilibri a un avanzo presunto senza tenere in considerazione il disavanzo scaturente dagli esercizi precedenti». «Questi atteggiamenti reiterati», conclude la Corte dei Conti, «isolano la Regione Abruzzo nel contesto delle Regioni italiane, dovendosi ritenere la sua gestione condotta in regime di fatto, con totale astrazione dalla realtà effettiva del bilancio e delle risorse finanziarie di cui può disporre». Insomma si naviga a vista.

Sdrammatizza la situazione l’assessore regionale al Bilancio Silvio Paolucci: «Non c'è alcun pericolo di scioglimento del Consiglio regionale: questa legislatura è la legislatura della cura e del risanamento finanziario e contabile. Alcuni elementi evidenziati dalla Corte dei Conti costituiscono ostacoli già superati dalla Regione ed altri sono in fase di superamento. Resta ovviamente da lavorare ancora per poter delineare organizzazione e procedimenti idonei per superare tutte le altre criticità evidenziate dalla Corte».

Ma l’opposizione attacca: «Colpe gravi ereditate dalla giunta Chiodi alle quali la giunta D'Alfonso con le medesime colpe non ha posto rimedio», commenta il consigliere grillino Sara Marcozzi. «Il M5s le aveva denunciate in sede di approvazione del bilancio regionale nella notte del 23 dicembre 2014. Presentammo centinaia di emendamenti e denunciammo quella che secondo noi era una Finanziaria al buio della giunta D'Alfonso, criticando proprio il mancato riaccertamento dei residui attivi e passivi». Stefano Moretti dell'osservatorio Antimafia Abruzzo, annuncia un esposto alla magistratura. Per il forzista Mauro Febbo «la delibera della Corte dei Conti sancisce in modo inesorabile l'assoluta incapacità di questa giunta regionale, in primis dell'assessore Paolucci, mettendo in luce tutte le inadempienze in tema di Bilancio. La ciliegina sulla torta di un anno di amministrazione caratterizzato solo da brutte figure».

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