Chiodi: sanità, resto commissario per un altro anno

Annuncio del presidente della Regione dopo l'addio di Giovanna Baraldi: "Serve un altro anno di gestione straordinaria per rimettere in equilibrio i conti ed evitare altre tasse per gli abruzzesi"

PESCARA. «Con l'addio di Giovanna Baraldi perdiamo una professionalità di notevole spessore che si è molto legata all'Abruzzo. Ma la sua partenza non significa la fine del commissariamento della sanità in questa regione». Gianni Chiodi dice di essere stato colto di sorpresa dalla notizia. La notizia è che Giovanna Baraldi, sua vice nella gestione commissariale del settore, è stata nominata manager dell'azienda ospedaliera Santa Croce a Cuneo, e, quindi, dopo due anni di lavoro in Abruzzo, abbandona il suo incarico di sub-commissario. «Venerdì sera», racconta il governatore, «ho ricevuto da lei un sms di saluto molto carino» (si legga il box a fianco).

Con la partenza della Baraldi, cosa cambia nella sanità abruzzese?
«Per uscire dal commissariamento bisogna raggiungere due ordini di obiettivi. Il primo è di carattere finanziario: rimettere in equilibrio i conti, per non continuare a tassare i cittadini abruzzesi. Il secondo riguarda il raggiungimento dei Lea, i Livelli essenziali di assistenza, previsti dal governo. Il primo è stato raggiunto sia per il 2010 che per il 2011. Ma è un risultato che dobbiamo consolidare anche per il futuro. Al secondo obiettivo ci stiamo avvicinando ma dobbiamo ancora raggiungere i benchmark, gli standard ottimali, voluti dal governo. Il commissariamento si avvia, comunque, a concludersi in un futuro più o meno prossimo».

Quanto prossimo?
«Si concluderà nel momento in cui avremo tutti i flussi informativi necessari per governare la sanità. Oggi siamo al 90 per cento dei flussi richiesti».

Più o meno di un anno?
«Credo che realisticamente potremo avanzare al governo la richiesta di fine del commissariamento fra un anno».

Al posto della Baraldi il governo nominerà un nuovo sub-commissario o lei andrà avanti da solo?
«Ci sarà un'altra nomina. In tutte le regioni commissariate per la sanità c'è un sub-commissario».

La Baraldi non andava d'accordo con molti in Abruzzo: con chi in particolare?
«È naturale una certa tensione fra l'ufficio commissariale e le struttUre amministrative e burocratiche. È accaduto anche a me come commissario per la Ricostruzione».

Parlo di esponenti politici e anche di membri della sua giunta. È notorio, per esempio, che fra la Baraldi e l'ex assessore alla sanità, Lanfranco Venturoni, non corresse buon sangue.
«Il conflitto ha riguardato l'ufficio commissariale nel suo complesso, che ha dovuto affrontare, in questi anni, lobby potentissime, politiche, sindacali e professionali che sono contrarie all'azione di risanamento. Le tensioni sono state molto forti, ma lei ha sempre ha avuto il mio sostegno. Il contrasto con Venturoni? Non mi risulta che fosse maggiore che in altre situazioni. La Baraldi, come anch'io del resto, si è dovuta scontrare con tutto un mondo che gira intorno alla sanità abruzzese; e intendo anche quella privata. Si pensi solo alla riduzione del numero dei primari che abbiamo portato avanti e alla conseguente battaglia con il mondo ospedaliero, universitario e della professione medica».

Il Pd e l'Idv le chiedono di presentare subito in Consiglio il Piano sanitario regionale e le cifre reali del settore: lo farà?
«Intanto il Piano sanitario regionale c'è: l'ho già mandato al Tavolo di monitoraggio del governo, adempiendo all'obbligo che incombe sul commissario per tutti i suoi atti. Sto attendendo le eventuali osservazioni. Purtroppo il commissariamento c'è, e se esiste è a causa del centrosinistra che ha portato l'Abruzzo quasi al fallimento nel 2007. Quando sono arrivato io non riuscivamo a pagare i fornitori».

Lei ha promesso, più volte, che con i conti a posto della sanità avrebbe ridotto le tasse agli abruzzesi. Quando lo farà?
«La riduzione delle tasse è subordinata al fatto che il ministero dell'Economia certifichi che non abbiamo più disavanzi nella sanità. Una condizione che è emersa già nell'ultimo Tavolo di monitoraggio e che credo sarà confermata nella prossima riunione di giugno. A quel punto avremo diritto a ridurre le tasse».

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