Discariche, i Comuni messi all’angolo dall'Ue: ecco la mappa dei siti da bonificare in Abruzzo

La condanna Ue rischia altrimenti di ricadere sulla Regione per circa 7 milioni di euro. Il Forum Acqua: falde inquinate

PESCARA. Se i Comuni non si sbrigano ad appaltare i lavori di bonifica delle discariche, la Regione dovrà pagare sette milioni di euro dei 40 ai quali l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea. Ancorché la discariche, 28 quelle abusive e censite in tutto il territorio regionale, nel frattempo continuano a generare danni ambientali. Ad inquinare, come fa notare il Forum Acqua, le falde.

«La condanna rischia di diventare una beffa per i cittadini, considerato che le multe ricadono sul bilancio dello Stato che a sua volta si rivale sulle Regioni», commenta Augusto De Santis del Forum Acqua, «chiediamo pertanto che siano applicate fino in fondo le norme che da diversi anni consentono di richiedere ad amministratori e funzionari inadempienti le somme necessarie per pagare le multe».

A questo punto si arriverebbe tuttavia nel caso in cui i Comuni non si adeguassero per tempo come prescritto e sollecitato dalla stessa Regione.

Un mese fa c’è stato l’appello da parte dell’assessore Mario Mazzocca; il 14 novembre è stata pubblicata sul Bura la determina regionale che incesella la situazione e mette all’angolo le amministrazioni comunali nelle cui aree si trovano le discariche abusive censite e oggetto della procedura di infrazione comunitaria culminata con la condanna di ieri.

I Comuni sono stati indicati stazioni appaltanti dei lavori di bonifica da effettuare al più presto. Qualcuno si è mosso. Altri, soprattutto i più piccoli, incontrano difficoltà burocratiche perché sono, ad esempio, sprovvisti di uffici tecnici e non sanno da dove iniziare.

Eppure sul piatto sono stati accumulati 27 milioni di euro, quasi un milione a discarica, provenienti dai fondi europei, ex Pain e del ministero dell’Ambiente (15 milioni di euro per 15 discariche).

Ma come è nata la procedura d’infrazione nei confronti dell’Abruzzo? Chi ha seguito tutta la storia di questa lunga trafila è Franco Gerardini, geologo e dirigente regionale del servizio rifiuti, che però dal 24 novembre non è più dirigente ed ora valuta altri incarichi. Il suo ultimo atto è stata proprio la determina del 14 novembre che è diventata una sorta di guida per i sindaci e sfociata nell’accordo di programma che prevede l’utilizzo dei 27 milioni di euro.

«Ricordo che, in realtà, le procedure aperte nei confronti dell’Abruzzo furono due», spiega l’ex dirigente, «una sui mancati piani di adeguamento delle discariche che risale al 1999 e l’altra, quella del 2007, appunto sulle discariche abusive e nata da un rapporto della Forestale».

Se si risolvesse la seconda questione verrebbe meno anche la prima, ma la partita è lunga. «Le sanzioni sono rapportate al numero di discariche e ai giorni di ritardo con i quali si adempie alla sentenza, motivo in più per dare concretezza all’accordo di programma», aggiunge Gerardini raccomandandosi ai sindaci dei comuni interessati.

L’ultima annotazione riguarta il tipo di discariche: sono tutte chiuse e la maggior parte non supera i 100mila metri cubi. L’Abruzzo vanta un record relativamente ai piani di bonifica: è stata la prima regione infatti ad averli assoggetati a Valutazione di impatto ambientale.(a.mo.)

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