Sisma, rientri nelle case agibili

Seimila sfollati via dagli alberghi in due mesi

La voglia di rinascere sta anche nei numeri. Dal 25 maggio 5.970 sfollati dell'Aquilano hanno lasciato gli alberghi e sono rientrati nelle case dichiarate agibili. Un ritorno graduale, ma che ha registrato un'impennata dalla fine di luglio quando l'ordinanza della Protezione civile ha imposto lo stop all'assistenza gratuita per coloro che hanno le abitazioni in categoria A. Ordinanza scaduta giovedì. Contemporaneamente sono scattati i censimenti negli hotel da parte di carabinieri e polizia municipale. Gli sfollati ospitati nelle strutture ricettive sono scesi a 17mila e 500; quasi diecimila quelli che si trovano in case prese in affitto.

GLI ULTIMI DATI. Sono stati diffusi da Lorenzo Alessandrini della Protezione civile, responsabile dello «Sfollamento». Ieri 80 aquilani sono usciti dagli alberghi lungo la costa teramana (in particolare a Giulianova e Alba Adriatica). Altri 35 hanno lasciato le strutture di Montesilvano. Numeri che vanno ad aggiungersi a quelli di giovedì scorso - giorno della scadenza dell'ordinanza - quando un centinaio di persone aveva fatto le valigie. Dal 24 luglio, invece, 572 sfollati avevano lasciato le strutture ricettive che li ospitavano. Sia ben chiaro, per chi ha vissuto la notte del 6 aprile non si tratta della fine di una vacanza ma solo dell'inizio di un lento ritorno alla normalità. Tra innumerevoli difficoltà. Per esempio, diversi cittadini - all'Aquila ma anche nei paesi limitrofi - lamentano di avere la casa agibile ma di non essere ancora riusciti a riottenere l'allaccio del gas.

RAFFICA DI RICORSI. Sono circa 2mila, poi, stando al dato diffuso dalla Protezione civile, i residenti che hanno presentano ricorso al parere dei tecnici: per gli esperti le abitazioni sono in categoria A, quindi agibili, ma i residenti non sono dello stesso avviso, pretendono approfondimenti e non vogliono rientrare.

L'ASSISTENZA.
Resta garantita per più di 47mila persone. Stando sempre agli ultimi dati della Protezione civile, negli alberghi rimangono 17.500 sfollati. La stragrande maggioranza è nel Teramano, gli altri tra le province di Pescara, Chieti, Ascoli Piceno e nel Lazio e in Umbria. Un migliaio gli sfollati in 45 strutture tra la Marsica, l'Alto Sangro e il Parco nazionale. Altri 9.636 persone rimaste senza casa continuano a trovare ospitalità in abitazioni prese in affitto. Nelle 140 tendopoli si trovano invece 20.243 sfollati.

SCATTANO I CONTROLLI.
Contemporaneamente alla scadenza dell'ordinanza sono scattati anche i censimenti e i controlli in tutti gli alberghi. Un compito affidato a carabinieri e polizia municipale. «Nessuno sarà mandato via con la forza», precisa Alessandrini, «ma chi ha la casa agibile dovrà pagarsi l'albergo a proprie spese. C'è anche chi ha un'abitazione in buone condizioni ma con la psicosi del terremoto non se la sente di rientrare. I 17mila e 500 sfollati che si trovano ancora negli alberghi, invece, hanno tutti abitazioni inagibili o parzialmente inagibili».

IL PREMIER NON ARRIVA.
Per fare il punto della situazione, a quattro mesi dalla catastrofe, ieri pomeriggio era atteso all'Aquila il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. La ventesima visita del Premier è slittata all'ultimo momento, senza una motivazione ufficiale. In tarda mattinata il Cavaliere ha convocato una conferenza stampa a Roma e, prima della pausa estiva, ha tracciato un bilancio del proprio esecutivo. Parlando anche di ricostruzione post-terremoto e sottolineando «di ricevere plausi dagli aquilani». «C'è una grande contentezza di tutti», ha detto Berlusconi, che ha poi fatto un riepilogo degli interventi compiuti dal 6 aprile. «I lavori per la costruzione delle nuove case», ha aggiunto, «restano avanti di tre, quattro giorni rispetto al cronoprogramma che vede la consegna degli alloggi entro fine novembre. I primi saranno pronti a settembre. Dopo l'uragano Katrina e dopo il terremoto in Cina ci sono ancora le baraccopoli. Noi consegneremo le case all'Aquila pochi mesi dopo il terremoto».

IL CENSIMENTO.
Scade lunedì prossimo, come ricordato ieri dallo stesso Berlusconi. Entro questa data i cittadini devono compilare il modulo di rilevazione dei fabbisogni alloggiativi. Il censimento è rivolto agli aquilani con abitazioni classificate nelle categorie E ed F (inagibile e inagibile per rischio esterno) o che si trovano nella «zona rossa». Sono 18mila i moduli distribuiti. Oltre 6.200 le dichiarazioni già protocollate. Chi compila la domanda deve portare con sé un documento di identità, il proprio codice fiscale e quello delle persone con cui intende abitare. Si possono esprimere tre preferenze