Società di trasporto, è scontro sui Cda

Proroga per altri 3 anni malgrado la fusione di giugno. Morra: nessun problema

PESCARA. Si possono prorogare i Cda delle società pubbliche di trasporto che fra meno di due mesi si devono sciogliere e fondere? Per l'opposizione di centrosinistra quello che hanno fatto Sangritana e Gtm (e si appresta a fare l'Arpa) rappresenta l'ultimo atto di prevaricazione su una legge di fusione che osteggiano. Per la Regione (l'assessore Morra) non c'è invece alcun problema.

«Il fatto di aver prorogato i consigli di amministrazione per altri tre anni non costituisce un ostacolo al processo di fusione delle società regionali», afferma l'assessore ai Trasporti, «primo, perché nel momento in cui i cda firmano lo scioglimento delle loro società, automaticamente firmano anche la loro decadenza; secondo, perché è stata comunque inserita una clausola di salvaguardia che fa decadere i Cda non appena viene fatta la fusione». Per Giandonato Morra la polemica ha carattere strumentale e fini propagandistici: «Al processo di fusione stanno collaborando alacremente sia Gtm sia Sangritana, tra l'altro qualcuno mi dovrebbe spiegare perché la Sangritana che è destinata comunque a essere operativa con il ramo ferro (ferrovie) non doveva prorogare il Cda».

Sulla polemica tengono banco Pd, Rifondazione, Idv e la Cgil. «Il buon senso avrebbe suggerito di affidare gli stessi incarichi in prorogatio e fino alla definizione del progetto di fusione», rilevano Domenico D'Aurora e Luigi Scaccialepre, della Filt Cgil, secondo i quali non va sottaciuto che le persone interessate dal rinnovo sono le stesse che dovrebbero definire entro giugno il progetto di unificazione delle tre aziende: «Alcuni di loro hanno in più occasioni etichettato il progetto di accorpamento delle aziende come "un'operazione solo demagogica che porterebbe all'aggravio di costi aggiuntivi"».

Il consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini ricorda come poche settimane fa avesse invitato il presidente della giunta regionale Gianni Chiodi a nominare un unico Cda oppure un Commissario con il compito specifico della gestione ordinaria e di attuare il progetto di fusione delle società di trasporto: «La giunta non è preoccupata minimamente dall'attuare la riforma dei trasporti, ma è invece attenta a salvaguardare le poltrone degli amici. Mentre i servizi per i cittadini peggiorano ed aumentano i costi dei biglietti, mentre si dovrebbe discutere di ambiti e di gare, la Regione di Chiodi si occupa di come dividere le poltrone per i propri amici». Nel caso della società frentana Sangritana, secondo Ruffini, si è andato anche oltre: «È stato nominato addirittura un vice-direttore, guarda caso proveniente da Teramo, senza che vi sia una reale esigenza che giustifichi questo aumento di spesa per il personale dirigenziale e senza nessuna trasparenza perché non c'è stato alcun avviso pubblico per la sua scelta».

La scelta dei Cda Gtm e Sangritana è da «irresponsabili», anche per il consigliere regionale Idv Carlo Costantini: «La clausola di salvaguardia pesa come un'altra presa in giro ai danni dei pochi ingenui rimasti in circolazione che, per credere a Chiodi, dovrebbero "fantasticare" che già da domani i "neonominati" si metteranno a lavorare all'unisono per fondersi e tornarsene a casa». E la clausola di salvaguardia non convince neanche Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione: «Rimane il fatto che chi può rimanere altri tre anni sulla poltrona difficilmente si adopererà con celerità per portare a termine la fusione. Se Chiodi rinnova per tre anni chi si è opposto finora all'azienda unica vuol dire che non ritiene che questa posizione non contrasti con l'orientamento politico della maggioranza». (a.mo.)

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