Stop-trivelle, le Regioni puntano sul referendum

I governatori di Abruzzo, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Veneto e Marche d’accordo. Poi D’Alfonso puntualizza: credo si possa evitare se si apre il dialogo con il governo

PESCARA. «Credo si possa evitare il referendum se si apre il dialogo con il governo e siamo pronti a confermarlo, un dialogo collaborativo e competitivo». Le parole del presidente della giunta regionale abruzzese Luciano D’Alfonso sembrano stridere con quelle molto più decise pronunciate dal governatore della Puglia Michele Emiliano contro le trivelle petrolifere. L’occasione è stata la riunione che hanno avuto a Bari (Fiera del levante) i presidenti delle Regioni Basilicata, Calabria, Marche, Molise, Sicilia, Sardegna, Veneto e appunto Abruzzo e Puglia sulle piattaforme nel Mar Adriatico e Ionio.

Le nove regioni hanno in sostanza di puntare sul referendum contro le norme contenute nel decreto Sblocca Italia che consentano le ricerche e lo sfruttamkento petrolifero. I governatori hanno sostanzialmente approvato i quesiti che saranno inseriti nelle delibere che man mano saranno sottoposti ai consigli regionali per chiedere l'induzione del referendum. Il primo Consiglio a deliberare è oggi i quello della Basilicata. Il testo - è emerso - farà da modello per le altre assemblee: il 22 delibereranno Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Abruzzo; la Sicilia il 23, il Veneto il 25 e la Calabria massimo entro il 28.

«Sia chiaro », ha aggiunto Emiliano, «che questa riunione e le decisioni che sono state prese da tutti gli esecutivi non sono una polemica col governo nazionale: è un esercizio di prerogative previste dalla Costituzione attraverso le quali i governi regionali fanno valere le loro visioni strategiche sul futuro economico, turistico ed ambientale quando queste visioni sono in contrasto con atti individuati dal governo. Il tutto», ha concluso il presidente della Puglia, «ovviamente valutando che alcune norme hanno profili incostituzionalità. Il governo deve contare sulla nostra collaborazione».

Il governatore abruzzese, D’Alfonso, si è ripreso: «Facciamo valere le prerogative delle Regioni, stiamo ponendo questioni vitali per i nostri territori perché il mare è la più grande risorsa che abbiamo».

Al termine della riunione è emerso che il 9 ottobre i presidenti delle sei Regioni si vedranno a Pescara per verificare l’andamento della deliberazione nei consigli regionali. Ma non solo. «Ci sono anche altri temi perché le materie d'interesse comune tra Regioni sono tante, una per tutta le infrastrutture ferroviarie e viarie», ha sottolineato Emiliano, «quello che si può fare progettando in modo comune è straordinario».

Fuori dalla sede della Fiera del Levante hanno manifestato gruppi ambientalisti e associazioni “No Triv”: alcuni rappresentanti dei manifestanti hanno consegnato ai presidenti delle Regioni raccolte di firme e petizioni contro le trivellazioni.