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25 agosto

Oggi, ma nel 1972, a Parma, in viale Vittorio Veneto, fuori dal cinema “Roma”, dove proiettavano “La morte cammina sui tacchi alti”, di Luciano Ercoli, alle 23, il neofascista Edgardo Bonazzi, di 21 anni, litografo, con la collaborazione di Andrea Ringozzi, di 23, e di Luigi Saporito, di 29, assassinava, con una coltellata al cuore, il militante di estrema sinistra, Mariano “Mario” Lupo, operaio piastrellista, simpatizzante di Lotta continua, di 20 anni.

Sia Bonazzi che Ringozzi si erano avvicinati a Ordine nuovo dopo essere stati espulsi dal Movimento sociale italiano per occupazione abusiva della locale sede del partito, in protesta contro la gestione commissariale troppo moderata. La vittima era in compagnia di Alfonso Piazza e di Giancarlo Ablondi. Lupo era già stato minacciato, alle 12 dello stesso 25 agosto 1972, e 40 giorni prima Ringozzi e Bonazzi lo avevano aggredito, tentando di accoltellarlo, mentre era seduto in un bar. E non solo per antagonismo politico tra “neri” e “rossi”, ma anche per la sua origine “terrona”: era infatti originario di Cammarata, in provincia di Agrigento, ma residente, con la famiglia, in via Emilia 6.

E proprio Parma tributerà grandi onori al giovane ucciso (nella foto, particolare, il cadavere, subito dopo l’agguato mortale). Al suo funerale, il 28 agosto successivo, parteciperanno 20mila persone. In testa al corteo funebre, che partirà dal Municipio, con la bara di acero bianco portata a spalla da esponenti di Lotta continua, vi sarà al corona di garofani scarlatti offerta dal Comune, guidato dal sindaco socialista Cesare Gherri, in carica dal 16 ottobre 1970. Bonazzi si costituirà il giorno dopo, alla Questura di Roma.

Il killer, il 30 luglio 1975, ad Ancona, verrà condannato a 11 anni e 8 mesi di reclusione, per omicidio preterintenzionale. A Ringozzi e a Saporito, invece, verranno comminate rispettivamente le pene di 6 e di 4 anni di carcere, per concorso in omicidio.