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25 luglio

Oggi, ma nel 2019, in provincia di Torino, a Giaveno, in un alloggio di via Rametti, i carabinieri di Chieri arrestavano Daniele Ughetto Piampaschet, di 41 anni, latitante dal 13 luglio, condannato in via definitiva, a 25 anni di reclusione, il 2 giugno precedente, per l’omicidio della fidanzata-prostituta Anthonia Egbuna, di 20 anni, di origine nigeriana. Quest’ultima era stata  presumibilmente uccisa il 28 novembre 2011 e il cadavere era stato rinvenuto nel fiume Po, a San Mauro Torinese, il 26 febbraio 2012.  La “lucciola” era solita vendersi tra Torino e Carignano, ma abitava in zona Borgo Vittoria, in via Giovanni Randaccio, con una connazionale.

Il presunto assassinio era stato anticipato nel suo romanzo inedito, intitolato “La rosa e il leone” (nella foto, particolare, il dattiloscritto inedito acquisito come atto processuale), che narrava di una squillo di origine africana che aveva una relazione con un italiano che voleva tirarla via dal marciapiede, ma che non riuscendo nell’intento, avrebbe soppresso la sua amata strangolandola, anche se si dichiarerà sempre innocente, perfino da dietro le sbarre del carcere de “Le Vallette”, dopo la pronuncia della Corte di cassazione. Inizialmente la vittima sembrava essersi suicidata, ma dopo il ripescaggio del corpo verranno fuori i segni di 20 coltellate.

Daniele Ughetto Piampaschet, laureato in Filosofia, ossessionato dal “continente nero”, era rientrato da poco da Londra dove aveva lavorato nell’organizzazione delle Olimpiadi del 27 luglio-12 agosto 2012. Il manoscritto era stato rinvenuto a casa della malcapitata. Con buona probabilità la Egbuna era stata fatta fuori perché si concedeva, in particolare, ad un altro uomo. Piampaschet aveva scritto anche un altro volume, “Bruciami negra”, e altri racconti come “La febbre nera”, “Il bracciale di corallo”, “La morte della sirena”, anche questi mai pubblicati. Ad incastrare il supposto killer era stato il sangue di lei trovato nella Fiat Punto di lui. Ma anche 1900 contatti telefonici intercorsi nel lasso di tempo della loro relazione. L’omicida aveva intenzione di darsi alla fuga in Tunisia o in Marocco, passando per il suo appartamento di Terrasini, in provincia di Palermo.