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26 APRILE

Oggi, ma nel 1943, a Grosseto, alle 14, bombardieri B17 del 97° e del 301° bomber group della 12 ª Air Force americana, di stanza in Algeria, scaricavano ordigni esplosivi a frammentazione e bombe a grappolo in pieno centro abitato, cercando di centrare l’aeroporto “Corrado Baccarini”. L’attacco, che passerà alla storia come strage di Pasquetta, poiché avveniva il lunedì dell’Angelo, causava 134 vittime e 200 feriti tra i civili.

Tra i morti vi erano non pochi bambini tra i 5 e i 13 anni d’età, che stavano giocando sulle giostre montate nella zona fuori Porta Vecchia, la più antica delle mura di cinta. Lo snodo avio-militare della cittadina toscana costituiva il principale punto di decollo e atterraggio strategico sul suolo italico per le operazioni belliche nel nord Africa, nel contesto del secondo conflitto mondiale. Inoltre, dal 1941, l’avio superficie grossetana ospitava la scuola di addestramento aerosiluranti della 102 ª unità Kampfgeschwader della Luftwaffe.

L’agguato dal cielo non veniva segnalato dalla sirena dell’allarme, anche per motivi legati alla giornata di festa. Il giorno dopo, 27 aprile, il sovrano sabaudo Vittorio Emanuele III, farà visita ai caduti e ai ricoverati nel locale ospedale della Misericordia. L’episodio (nella foto, particolare, uno dei velivoli tedeschi abbattuti durante la pioggia di congegni dinamitardi statunitensi, dall'archivio di Fernando Santoni) e in particolare i “morticini” generavano enorme scalpore mediatico non solo nel Belpaese. Il vescovo di Grosseto Paolo Galeazzi, in carica dal 16 settembre 1932, incalzerà Papa Pio XI che, il 19 maggio successivo, invierà la missiva di protesta al presidente Usa Franklin Delano Roosevelt.

Per commemorare i malcapitati, monsignor Galeazzi farà edificare la basilica del Sacro cuore di Gesù, su progetto dell’architetto Ernesto Ganelli, che verrà consacrata il 26 aprile 1958. All’interno dell’edificio religioso, la cripta sarà dedicata al tragico 26 aprile 1943 e alla micidiale operazione a stelle e strisce denominata “Uovo di Pasqua”.