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6 FEBBRAIO

Oggi, ma nel 1978, a San Giorgio Jonico, in provincia di Taranto, sulla strada statale, Marcello Friuli, di 23 anni, alla guida dell’Alfa 2000 GT, che aveva rubato, procedendo, a 180 chilometri all’ora, a fari spenti, inseguito dai poliziotti, speronava la Citroen Diane 6, condotta da Erasmo Iacovone, attaccante del Taranto calcio, in serie B, sbalzandolo fuori dal parabrezza e uccidendolo.

Molisano di Capracotta, in quel di Isernia, di 25 anni, capocannoniere rossoblù con 9 reti segnate nella stagione in corso, era di ritorno da una serata trascorsa con i compagni di squadra, alla quale era stato forzato a partecipare, e l’incidente si verificava all’una di notte. Era in attesa della figlia Maria Rosaria “Rosi” dalla moglie Paola Raisi, sposata 7 mesi prima e conosciuta a Carpi, nel modenese, società nella quale aveva militato nella stagione sportiva ’73-’74, in serie D, contribuendo, con 13 marcature, alla promozione in C.

Il trasporto all’ospedale tarantino Santissima Annunziata era inutile. Iacovone era stato ceduto al Taranto dal Mantova, club di C nel quale aveva giocato nel periodo ’74-’76, mettendo a segno 24 reti, per 400 milioni di lire, nell’ottobre ’76. In Puglia si stava non solo affermando come bomber (nella foto, particolare, con la casacca del Taranto, in un’azione aerea, sul campo casalingo, proprio nella stagione del campionato in corso), ma era molto apprezzato dalla tifoseria per le sue doti umane.

Nell’ultima campagna acquisti era stato notato dagli osservatori della Fiorentina e avrebbe avuto buone possibilità di esordire in massima divisione con la maglia viola, nella stagione successiva. In memoria dello sfortunato atleta, due giorni dopo il decesso, l’8 febbraio, sarà rinominato lo stadio comunale “Salinella”, su impegno del presidente del sodalizio tarantino del pallone Giovanni Fico. Il 20 ottobre 2002, a ridosso dell’impianto sportivo, verrà anche inaugurata la statua commemorativa, realizzata dallo scultore Francesco Trani.